Se Maria contempla le richieste dei suoi figli insieme a quanto danno procurano i nostri peccati a Cristo, allora noi dobbiamo imparare a “piangere” i nostri peccati.
Il Primo Maestro ha voluto ricordarcelo, chiedendo di mettere nei luoghi di preghiera paolini la scritta “abbiate il dolore dei peccati”.
Pregare per i peccatori
Ma non dobbiamo solo piangere i nostri peccati, Maria è nostra Madre, modello della Chiesa e modello di ogni anima. I figli devono imparare dai genitori e imitarli. Ci proclamiamo figli di Dio, ma non ci comportiamo secondo i suoi comandamenti.
Sotto la Croce – ovvero lì dove il Sangue di Gesù è effuso per la salvezza del mondo – siamo diventati anche figli di Maria e dunque dobbiamo imitarla imparando a pregare anche noi per i peccatori.
Significa pregare per la conversione di chi ha peccato, ma dobbiamo imparare dalla Mamma celeste anche il modo di pregare. Non solo avere il dolore dei nostri peccati, ma anche pregare per gli altri peccatori che sono i nostri fratelli.
Maria, oltre che intercedere per i nostri bisogni, vede i peccati degli uomini (anche i nostri), e invoca misericordia.
Pregare per i peccatori, significa mettere in pratica le parole evangeliche di perdonare settanta volte sette, di rispondere al male con il bene... possibilmente con la nostra vita, ma anche con la preghiera. Nessuno deve rimanere escluso dalla preghiera della Chiesa e neppure dalla nostra misera preghiera. Perché la preghiera deve essere una manifestazione della carità che viene dal profondo del cuore.
Per pregare da veri cristiani bisogna avere un cuore grande. Quanto deve essere ampia la preghiera cristiana? Basta ascoltare le intercessioni della “preghiera universale” del Venerdì Santo: nessuno è escluso.
Se ci riflettiamo un po’, ci accorgiamo che pregare per i peccatori, non è così dissimile dal pregare per i nemici. «Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano» (Mt 5,44). Ce ne rendiamo conto quando questi peccatori li chiamiamo per nome… e li riconosciamo nostri fratelli e di cui desideriamo la salvezza eterna.
Si suole osservare che anche Caino era fratello di Abele, ma poi si dimentica che Dio ha continuato a preoccuparsi di Caino... anche dopo. Il sangue di Gesù viene riversato su tutti gli uomini peccatori da Caino sino all’ultimo uomo, nessuno è escluso, anche se nessuno è obbligato neppure a salvarsi. L’amore chiede sempre di essere accolto nella libertà.
Imparare da Maria l’arte di pregare
Anche noi come Maria dobbiamo imparare l’arte di pregare per i peccatori, che significa amare i perseguitati ed anche i persecutori – che non significa ignorare la giustizia – e pregare per loro affinché il sangue di Gesù tocchi i cuori e si sciolga l’ostinazione.
È facile pregare per i buoni, per quelli che ci sono simpatici ... è più difficile pregare per quelli che perseguitano. Ci vuole tempo e fiducia affinché i cuori si ammorbidiscano, anche quando umanamente sembra impossibile.
Bisogna imparare a pregare con il cuore di una madre, che vede i difetti e le colpe dei suoi figli, ma non cessa di amarli e di intercedere per loro.
La nostra preghiera deve essere ammaestrata alla scuola di Maria. Lei che contempla nel corpo del suo Gesù i colpi inferti dai peccatori, eppure riversa dolcezza di perdono. Il dolore nel suo Cuore Immacolato diventa comunione d’amore con quello trafitto di Gesù, quel Cuore da cui escono torrenti di grazia e di salvezza per tutti.
Pregare per i peccatori, insieme a Maria, deve diventare viva preghiera della Chiesa. Tutta la Liturgia è una continua preghiera di supplica per i peccatori (per noi e per gli altri) e tale deve diventare anche la nostra preghiera. Fiduciosi non solo di essere esauditi riguardo alle nostre richieste, ma anche per quelle di tutti gli uomini: peccatori ma amati da Dio, e nostri fratelli ... nonostante tutto.
Don Gino
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