Home| Chi siamo| Cosa facciamo| Perchè siamo nate | Spiritualità| La nostra storia | Libreria| Fondatore|Famiglia Paolina| Preghiere |Archivio | Links | Scrivici | Area Riservata |Webmail | Mappa del sito

 

Parola del Fondatore Parola del Papa Studio Recensioni Articoli

 

OFFERTA GRADITA

 

Carissime Annunziatine,

quest’anno il mese di febbraio ci porta dalla Presentazione al Tempio di Gesù (27ª giornata della Vita Consacrata), alla memoria della Madonna di Lourdes (31ª giornata del malato) e passando per la festa dei santi Cirillo e Metodio (compatroni d’Europa), ci accompagna al mercoledì delle Ceneri che segna l’inizio della Quaresima. Quest’anno la festa della Cattedra di san Pietro non si celebra.

Essere offerti a Dio

La Presentazione al Tempio del Signore è una di quelle memorie dove si “contano i giorni”: quaranta giorni dopo la nascita di Gesù. Possiamo osservare – come in ogni celebrazione e quindi anche nella nostra vita cristiana – che il centro è Gesù, la nascita del Verbo Eterno nella Carne. Ma lo scorrere del tempo (qui sono 40 giorni) riguarda noi. Il Figlio di Dio si adatta al nostro tempo. La volontà di Dio si realizza giorno dopo giorno ... fin dove Dio già ci aspetta. Per la prima volta Gesù giunge al Tempio e come Primogenito di Israele viene offerto a Dio. Non è lui che si offre, sono Maria e Giuseppe che lo offrono (anticipando la sua offerta totale nella Pasqua). Nelle loro azioni viene adempiuta la Legge, ma nello stesso tempo si compie la volontà di Dio: l’eterno disegno di salvezza del Padre per rinnovare l’offerta, il sacrificio. Gesù è il sacrificio gradito, poiché nell’Uomo vivente sta la gloria di Dio. Dovremmo sentire la nostra distonia nel celebrare in questo giorno la Vita Consacrata. Noi sottolineiamo così tanto la nostra volontà di “darci al Signore”, mentre qui è esattamente il contrario... e poi andiamo in crisi poiché non riusciamo a mantenere gli impegni che prendiamo! Forse basterebbe adagiarsi di più nella volontà di Dio... Questa celebrazione dovrebbe ricordare a noi consacrati che la volontà di Dio viene sempre prima. Il suo amore ci precede e disegna per noi sentieri che nella nostra vita, sono da scoprire e realizzare. La prima relazione è tra libertà e amore, solo dopo viene quella tra libertà ed agire. Questo mondo sa considerare solo la libertà in funzione della volontà di agire. Ma una libertà senza amore sarà sempre oscura.

Gesù che si lascia offrire per adempiere la Legge e le Scritture ci insegna ad offrire la nostra vita in libertà per amore. Se cercheremo di realizzare solo i nostri progetti non saremo più capaci di vedere i disegni di Dio, misteriosi (talvolta anche oscuri) ma segni del suo amore infinito. La nostra offerta o consacrazione dovrebbe esprimere il compiersi del divino beneplacito nella nostra vita ... e molto meno le nostre azioni.

Chi si ricorda dei malati e dei peccatori?

La memoria di Lourdes e l’inizio della Quaresima ci invitano a meditare su quanta attenzione dispone la misericordia di Dio
verso i malati ed i peccatori (cioè i malati nello spirito). La Chiesa, come ogni madre, desidera per i suoi figli la guarigione del corpo e dello spirito, affinché in ciascuno si realizzi la gloria di Dio. Che tristezza quando solo una parte dell’uomo è sana! Gesù è venuto per salvarci, perché sia sano tutto l’uomo, sia cioè “vivente”.
Nella antica Liturgia medioevale a Roma si pregava per i peccatori, quelli che avevano peccati morali o spirituali ma anche per i criminali, quelli che avevano fatto peccati che oggi definiremmo “penali”. Al mattino del Giovedì Santo il diacono scendeva in carcere e si faceva dare la chiave per aprire e liberare dalla prigione quelli che avevano scontato la pena, per poi portarli in chiesa dove il vescovo li “riconciliava” con la comunità e con Dio. Il Sacramento della Riconciliazione era celebrato pubblicamente per i “peccatori pubblici”. Nel tempo di Quaresima si pregava per loro, affinché fosse rimessa loro la colpa ed il peccato. E questo continuiamo a farlo anche oggi. I peccati degli altri sono anche cosa nostra. Ce ne dobbiamo far carico, assieme a Gesù ovviamente, perché la grazia con abbondanza risplenda nella Chiesa. Il Perdono di Dio rinnova il Battesimo in nuova grazia. La Chiesa è di santi e di peccatori. Ma è anche comunione che intercede presso Dio perché siano guarite le ferite dei malati e siano sanate le anime dal peccato. Ancora una volta – come nella presentazione al Tempio Maria e Giuseppe realizzano il disegno d’amore di Dio facendo l’offerta gradita – in ogni Quaresima la Chiesa, come Comunità con i suoi Ministri, offre assieme al Pane e al Vino, le preghiere affinché sia liberato ogni prigioniero dal carcere, e sia sanata ogni ferita dalle anime e dai corpi. A Lourdes, come in ogni santuario, sono più numerose le grazie spirituali di quelle fisiche. Così in ogni Quaresima deve salire la nostra preghiera perché siano salvate tutte le anime e non siano sanati solo i corpi. È il mistero della Pasqua: Gesù è l’Unico Salvatore. Ma a noi è chiesto di offrirlo al Padre e fare questa offerta in unione con Lui ... come Maria e Giuseppe al Tempio.

La politica... e i disegni di Dio

Brevemente vorrei ricordare anche la festa dei santi Cirillo e Metodio, compatroni d’Europa. Povera Europa! La vediamo solidale nel fornire armi, negli interessi economici delle grandi potenze ed anche negli interessi spiccioli come nel prezzo del gas che aumenta. Ma di tutti questi morti, delle loro anime chi si preoccupa? Chi pregherà per loro e per la salvezza delle loro anime? Paolo VI, parlando all’ONU nel 1965, descriveva la Chiesa come “esperta di umanità” e concludeva: «Il pericolo non viene né dal progresso né dalla scienza (...) Il pericolo vero sta nell’uomo, padrone di sempre più potenti strumenti, atti alla rovina ed alle più alte conquiste! In una parola, l’edificio della moderna civiltà deve reggersi su principii spirituali, capaci non solo di sostenerlo, ma altresì di illuminarlo e di animarlo». Essere cristiani cattolici non è solo pregare e stare in sacrestia, ma essere “esperti di umanità”. Per questo occorre agire in questo mondo come lievito che trasforma, come luce che riscalda, come offerta che ottiene grazia e misericordia. In breve: portare Gesù all’uomo di oggi perché sia sanato e guarito così da divenire offerta gradita a Dio Padre.

Don Gino