Home| Chi siamo| Cosa facciamo| Perchè siamo nate | Spiritualità| La nostra storia | Libreria| Fondatore|Famiglia Paolina| Preghiere |Archivio | Links | Scrivici | Area Riservata |Webmail | Mappa del sito

 

Parola del Fondatore Parola del Papa Studio Recensioni Articoli

 

SABATO SANTO

 

Carissime Annunziatine,

l’annunzio della solennità di Pasqua che si ascolta nel giorno dell’Epifania recita: «Centro di tutto l’anno liturgico è il Triduo del Signore crocifisso, sepolto e risorto, che culminerà nella domenica di Pasqua…». Gesù è sulla croce il venerdì, viene sepolto il sabato, e il suo corpo risorge la domenica. Solitamente siamo invitati a meditare – più raramente anche a contemplare – il mistero doloroso e salvifico di Gesù sulla Croce nel Venerdì Santo e poi, in fretta si passa al mistero della gioia della Resurrezione nella Domenica di Pasqua. Quasi sempre viene dimenticato il Sabato Santo, il giorno della discesa agli inferi di Cristo: viene percepito solo come la vigilia della Resurrezione… Il Sabato Santo è un giorno salvifico: il corpo di Gesù rimane nel sepolcro, ma Cristo scende vittorioso a liberare le anime dal potere della morte.

Giorno a-liturgico

Questa giornata ha una caratteristica particolare: è a-liturgica, cioè non c’è Liturgia. È l’unico giorno dell’anno in cui non si può celebrare l’Eucaristia, perché è il giorno in cui “lo sposo è tolto” e i discepoli devono “digiunare” (cfr. Mt 9,15). Solitamente questa giornata è tutta impegnata nei preparativi per la Pasqua. Quest’anno siamo costretti da un evento assolutamente imprevedibile a sperimentare non un giorno a-liturgico bensì un’intera Quaresima aliturgica (anche i riti del Triduo Pasquale non si potranno celebrare con il popolo)! Quest’anno, volenti o nolenti, siamo quindi invitati a meditare sul mistero del Sabato Santo, senza poterlo evitare, anzi a vivere un prolungato Sabato Santo! Va detto che anche il Sabato Santo è mistero di misericordia. Quando Gesù non è più visibile, quando il suo corpo ferito e piagato è nascosto nelle viscere della terra, il Verbo della Vita opera con la sua potenza portando la salvezza a coloro che erano prigionieri della morte. È il mistero della discesa agli inferi, mistero di salvezza per coloro che attendono la salvezza annunciata dai profeti. La Parola di Dio è viva ed eterna, la sua potenza non rimane senza efficacia neppure dopo la morte. Quest’anno facciamo l’esperienza

dopo la morte. Quest’anno facciamo l’esperienza ecclesiale di rimanere senza Eucarestia, mentre i sacerdoti celebrano senza il popolo. Facciamo esperienza del mistero del Sabato Santo. La Grazia opera misteriosamente anche se non si può vedere e non si può partecipare fisicamente alle Liturgie. La Grazia raggiunge i fedeli lo stesso, anche quando non possono ricevere il Corpo di Cristo.

Il sabato di Maria

È un mistero di dolore quello che investe la Madre di Gesù quando il corpo del suo figlio amatissimo viene nascosto ai suoi occhi, lasciato in un sepolcro di pietra. La spada profetizzata dal vecchio Simeone e conservata nel suo cuore (Lc 2,35) è arrivata ed ha trafitto il suo cuore sotto la croce. La sua anima è stata trafitta insieme a quella del suo Figlio perché unita nel fare la volontà del Padre. Quale dolore ha investito il cuore di Maria quando la pietra è stata rotolata ed è stato rubato alla sua vista anche il corpo di Gesù! Con dolore senza misura aveva accarezzato il suo corpo esanime... ed ora neppure quella vista le viene lasciata! Maria è unita nel dolore fin nel profondo dell’anima, ma fisicamente è separata: neppure può vedere con gli occhi il volto, le mani del suo Gesù. Nella fede è unita ed aspetta il suo ritorno. Però questo momento lo deve vivere nel silenzio, senza che niente e nessuno possa colmare questo vuoto. Nel suo grembo aveva accolto il Tutto e ora gusta un vuoto senza misura. Neppure l’apostolo Giovanni (e in lui tutta l’umanità affidata sotto la croce) poteva colmare il suo cuore. Del resto che scambio impari era quello! Il Figlio di Dio scambiato con una creatura umana! Eppure quel vuoto doloroso è stato il dono di una nuova maternità: amare l’umanità con l’amore di Gesù. Maria vive il Sabato nel silenzio, nel dolore, nella fede… E la Trinità opera nel suo silenzio d’amore.

Come vivere senza il corpo di Gesù?

Che mistero viviamo in questi giorni! I sacerdoti celebrano la santa Eucarestia e i fedeli non possono partecipare, non possono comunicare alla Fonte della Vita. Ma senza l’Eucarestia, senza il Corpo di Gesù, come possono vivere i discepoli di Cristo? È il mistero del Sabato Santo, quando i discepoli dispersi e confusi, abbattuti e sconsolati hanno imparato a riunirsi presso la sua Madre. Per imparare a respirare della sua fede, prima di ricevere il dono della pienezza dello Spirito. Sabato Santo: per i discepoli giorno di tristezza e di dubbi sconfinati… Eppure nello stesso giorno le porte degli inferi venivano abbattute, spezzate per sempre e non potevano più trattenere le anime dei giusti, da Adamo… fino al Buon Ladrone, portandole nel regno dei Cieli, che non è più precluso a coloro che sono amati da Dio (cfr. Gv 3,16).
C’è una grazia che precede quella di Pasqua quando nella luce si scopre la tomba vuota: è la grazia della fedeltà che porta i discepoli a riunirsi e a non disperdersi. È quella grazia di cui parla san Giovanni della Croce quando parla della sua esperienza della “notte oscura” di un’acqua che scorre viva nell’oscurità, che non si vede, non si sente eppure scorre ed opera nel profondo della terra. Prima che l’acqua sgorghi dalla fonte già scorreva nelle profondità per poi erompere alla luce. Prima che ci rendiamo conto della Grazia, essa già opera e vivifica, trasforma. Ma nel silenzio del Sabato Santo l’umanità è impotente, non può fare nulla: il Corpo di Gesù è nel freddo sepolcro e la sua anima, il Verbo Divino, sconfigge la morte togliendole le armi in cui confidava. L’esperienza del Sabato Santo è una notte oscura della fede dove le nostre forze e la nostra intelligenza sono messe alla prova perché non possono fare nulla, ma solo fidarsi e ricevere dall’infinito Amore di Dio. Quest’anno facciamo esperienza prolungata del Sabato Santo, senza la Divina Liturgia, senza i Sacramenti. Tutto è ridotto al minimo. Ma la Grazia “opera”, e solo la fede lo può contemplare! Dio Padre sta preparando grandi doni per la Chiesa e per l’umanità, anche se umanamente vediamo ben poco.

A tutte Buona Pasqua di Resurrezione!

Don Gino