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BUON NATALE !

 

Carissime Annunziatine,

il Maestro Divino, gioioso tra le braccia della sua Mamma Immacolata, vi ricolmi di ogni benedizione. Il tempo liturgico di Natale è anche l’occasione di fare nostri i desideri e i sentimenti di Gesù: Egli si è fatto piccolo per trovare posto nel nostro cuore. Facciamo altrettanto: sforziamoci per diventare “piccoli”, cioè umili e miti, poiché solo in questo modo saremo testimoni efficaci del vangelo di Gesù. Il Figlio di Dio ha voluto insegnarci come accoglierlo, dandoci come esempio Maria. In lei ha trovato un posto degno per essere accolto con gioia. L’unico luogo sulla terra che non ha messo nessun limite o condizione alla presenza di Gesù. In Maria tutto Gesù Cristo, uomo e Dio, ha trovato posto «perché nulla è impossibile a Dio» (Lc 2,1,37). Senza quel sì totale della Vergine a Nazareth non avremmo la nascita di Gesù a Betlemme.

Accogliamolo nei nostri cuori

Il vangelo di Luca riporta che «per loro non c’era posto» (Lc 2,7), e il vangelo di Giovanni annota che «i suoi non l’hanno accolto» (Gv 1,11). Se Luca osserva quello che è successo storicamente nei giorni della nascita terrena di Gesù, l’apostolo “amato dal Signore” riflette il mistero della durezza dei cuori che ancora oggi si ripete. A Gesù importa poco in quale alloggio stare: una stalla o un palazzo… se poi lo lasciamo fuori dai nostri cuori. Guai a noi se non gli facciamo posto nella nostra anima! Poveri noi se la nostra vita non testimonia che Gesù ha sempre spazio nel nostro cuore… Quando Gesù è nato, a fatica ha trovato una stalla a Betlemme, perché si adempissero le Scritture, ma molto più prezioso per lui è il cuore di Maria che l’ha accolto senza riserve e senza farlo attendere. Così ci ha insegnato che il Figlio di Dio, che sempre ha sete di anime, desidera essere accolto dal nostro misero cuore. “Il Verbo si è fatto carne”, il mistero dell’Incarnazione lo vediamo con gli occhi a Natale, ma prima si è compiuto (nel senso che ha raggiunto il massimo compimento) in Maria nell’Annunciazione. In questa santa notte gli angeli vanno ad annunciare la lieta novella ai pastori che custodiscono le greggi nella notte, 

loro subito rispondono e Lo trovano presso la greppia in braccio a Maria e Giuseppe che Lo custodiscono con tutto l’amore che hanno. Così ogni Annunziatina deve contemplare il mistero di Natale con gli occhi della Vergine Annunciata. Cioè accoglierlo con un sì totale, con tutto l’amore che ha, prima ancora che si renda visibile. Questo è il fondamento e l’inizio di ogni apostolato. Non possiamo portare Cristo agli altri se prima non l’abbiamo accolto nel profondo della nostra anima.

Due cuori un solo palpito

Si ama veramente quando due cuori battono all’unisono. Quando, come Maria, anche il nostro cuore batte all’unisono con i palpiti di Gesù Bambino allora si comprende cosa è la consacrazione a Dio. Ogni anima dovrebbe vivere in questa contemplazione, tanto più le Annunziatine. Se faremo il Presepe, se compiremo tutto l’Avvento e le celebrazioni di Natale senza avere Gesù nel cuore non avremo fatto niente. Del resto che cosa significa partecipare all’Eucaristia e poi non ricevere la Comunione, o ricevere il Pane Eucaristico sulle labbra e poi non lasciarlo entrare nel nostro cuore? Gesù a Natale desidera ardentemente venire tra gli uomini per essere accolto, affinché possa dire con gioia: «Oggi la salvezza è entrata in questa casa» (cfr. Lc 19,9). Perché la salvezza è dove dimora Gesù (cfr. Gv 14,23). Da parte nostra dobbiamo attenderlo con vivo fervore, desiderare che venga, riconoscerlo e aprire il cuore quando viene (cfr.
Ap 3,20). Altrimenti anche Lui si farà desiderare allontanandosi, come fa lo Sposo nel Cantico dei Cantici (Ct 5-6). Perché l’amata cresca nell’amore e nel desiderio dell’amato, che si allontana perché desidera essere cercato.

Unione di cuore e di volontà

Gesù abita in noi quando i palpiti del suo cuore e del nostro battono all’unisono. Allora si compie quello che chiediamo nel Padre Nostro: «Sia fatta la Tua Volontà come in cielo così in terra». Già ora siamo uniti e realizziamo la sua volontà quando il nostro cuore ha i medesimi sentimenti di Gesù. Cosa è la santità, se non l’unione con Dio? E cosa è l’unione con Dio, se non avere i medesimi sentimenti di Gesù? Se il Verbo di Dio non si fosse incarnato non avremmo potuto dire e sperimentare di avere gli stessi sentimenti del Figlio di Dio. Ora tutto questo si è compiuto in Maria. Dunque da lei dobbiamo imparare come accoglierlo, Lui che si fatto “piccolo” per farci grandi nel Regno dei Cieli (cfr. Lc 7,28). Da Maria impariamo l’umiltà per accoglierlo e farci piccoli come Maria a immagine di Gesù. Da lei impariamo a tenerlo nel nostro cuore, come la culla più accogliente. Certo non potremo mai essere più accoglienti di Colei che Dio stesso si è scelto e ha riempito di grazia... ma impariamo da Lei come accoglierlo.
Da lei impariamo a fare un’unica volontà con il cuore di Gesù: il suo desiderio di salvare gli uomini sia anche il nostro. In Maria questo si manifesta pienamente quando, sotto la croce, la sua anima trafitta e il suo cuore squarciato si aprono ad accogliere come figlio Giovanni, “il discepolo amato dal Signore”, e in lui tutti gli uomini amati dal Signore. Anche il nostro cuore si deve aprire ad amare tutti gli uomini, affinché siano salvi. Il fine della missione è che tutti gli uomini siano salvi; e il fondamento della missione è amare gli uomini come Gesù, affinché ogni uomo giunga alla salvezza. Poiché questa è la volontà del Padre che Gesù, incarnandosi, è venuto a compiere. Se a Natale non cerchiamo di avere i medesimi sentimenti di Gesù abbiamo ancora una volta assistito ma non partecipato al mistero dell’Incarnazione. La liturgia cristiana non è mai assistere, bensì invito a partecipare ai misteri che celebra. Impariamo da Maria a contemplare e vivere il Mistero dell’amore di Dio. Lasciamoci partecipare dal Mistero del Figlio di Dio che si incarna per amore. Allora è veramente “Natale del Signore” anche per noi. Allora anche per noi si potrà affermare: “oggi la salvezza è entrata in questa casa” e finalmente dire nella gioia degli angeli in Cielo: “oggi i suoi lo hanno accolto”. Buon Natale a tutte voi, con tutto il cuore e in ogni cuore.

Don Gino