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CUSTODIRE L'AMORE
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Riflessioni sulla “Filotea” e la cura della nostra relazione con Dio Quest’anno abbiamo avuto modo di meditare sulla “Filotea”. Si potrebbe pensare: un testo del 1600 cosa dice a noi nel 2026? Ha da dire tutto! E perché ha da dire tutto? Perché fondamentalmente che cos’è Filotea? È una raccolta di consigli da parte di un uomo appassionato di Dio, san Francesco di Sales, rivolti a persone che hanno fatto esperienza di Dio e vogliono custodire, conservare, proteggere questa esperienza nonché questo amore. Ora, se il curare un amore umano è difficile (pensiamo ai matrimoni) quanto più lo è il proteggere l’amore di Dio in noi. Riflettiamo: perché un matrimonio va in crisi? Un matrimonio va in crisi perché non si riesce a custodire l’amore. All’inizio va tutto bene, poi passano gli anni e l’innamoramento non c’è più. |
mondo, dobbiamo fare i conti con altre penitenze. Noi dobbiamo confrontarci con gli orari, i ritardi, le cose che vanno “storte” o non vanno mai come le abbiamo programmate, i problemi, la famiglia, i drammi, i colleghi, la parrocchia, il parroco... E in tutto questo “tira- tira” finiamo con lo svuotarci. Qual è dunque per noi la sfida più grande? La sfida più grande è custodire il nostro amore, coltivarlo. Se non lo faremo, piano piano, ci ritroveremo totalmente inaridite e andremo sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo. Ecco, allora, che l’apostolato diventa un riempitivo, un modo per occupare la mia giornata, altrimenti, che ci sto a fare? Eppure la formula di consacrazione che professiamo, sicuramente, è per fare apostolato, sicuramente, è per essere strumenti di Dio nel mondo, ma prima di tutto è per rispondere ad un amore. Io rispondo ad un Amore. L’amore di Dio. Questa è la mia prima responsabilità. Non ne ho altre. Io devo rispondere dell’amore che Dio mi dà. Enza B. |