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Parlare della vita secondo la Scrittura è qualcosa di bello. La Sapienza con grande stupore così si meraviglia e così esclama: «Tu infatti ami tutte le cose che esistono e non provi disgusto per nessuna delle cose che hai creato... Tu sei indulgente con tutte le cose, perché sono tue, Signore amante della vita».
Il Signore Dio ha creato ogni cosa sotto il segno della bellezza e della bontà tanto da poter dire che l’Altissimo accompagna il cammino della vita fin dalle sue radici, nella speranza che ogni uomo e donna possano giungere a pienezza. Partendo dai due racconti della Creazione che coprono le prime pagine della Bibbia il monaco benedettino Fratel Michael Davide, nel suo ultimo libro “Dio ama la vita” (Edizioni San Paolo) propone una riflessione che è una sorta di contrappunto meditativo per poter riascoltare la musica di sempre con qualche nota, accento, retrogusto particolare. Una meditazione per rispondere a una semplice domanda: “Cos’è la vita che Dio ci dona e come possiamo vivere così pienamente da essere già un vivere eternamente?”. Gesù si presenta e si dona come «la Via, la Verità e la Vita...» e dice di essere venuto nel mondo perché «abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza». In ogni modo non possiamo aprirci a questo dono grande se non ritornando a noi stessi e prendendo sempre più coscienza della nostra realtà di creature chiamate alla più intensa delle gioie: la divinizzazione. Conoscendo noi stessi, diveniamo consapevoli del mistero della vita, di cui siamo tempio e la cui traccia si fa, nel cammino quotidiano, appello alle esigenze della vita. Questo perché sia fonte di vita piena, non solo per noi stessi ma pure per i nostri compagni di umanità e per tutte le creature di cui siamo responsabili. Vi è in noi una scintilla divina, un segno di Dio che va come portato alla luce, perché Dio sia più vivo in noi, fino a poter dire con l’Apostolo: «Non vivo più io ma Cristo vive in me». Con lui anche Ambrogio di Milano può darci il coraggio e la gioia per lanciarci in questo cammino con questa sua esortazione: «Conosci dunque te stessa, anima bella: tu sei l’immagine di Dio. Conosci te stesso, o uomo, tu sei la gloria di Dio».
Rosaria G. |