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L'ORIGINE DEL SUBLIME

 

La vita umana costeggia il baratro della mediocrità ma l’appello verso il sublime inquieta. Non si può vivere senza bellezza. Ne esiste una scuola? Se ne può apprendere l’arte? La bellezza ha un contenuto, ma soprattutto una modalità. Come si apprende questa modalità? È quanto si chiede don Fabio Rosini nel suo nuovo libro “L’origine del sublime” edito da Edizioni San Paolo. Il libro è il primo di un percorso in cinque tappe che danno origine alla collana “Le Opere Grandi. Il viaggio dal mediocre al sublime”. In questo viaggio esiste una maestra: Maria. Ella inizia dal permesso dato a Dio di operare in lei: “Avvenga di me secondo la tua parola”. Questo sentiero si può percorrere, e un nostro sì a Dio può valere molto! Per la fede ci si apre al sublime a condizione però di lasciarsi guidare da Lui, che può compiere in noi opere grandi.
La Beata Vergine Maria è un oceano di grazia a nostra disposizione. È l’ultimo dono del Signore morente prima del regalo del suo stesso Spirito. Fra le tante qualità di questo regalo, la Madre del nostro Signore è anche “Colei che ha creduto”. Leggendo il Vangelo di Luca si può constatare che, al suo inizio, si trovano una serie di cinque scene atte a fornire le impostazioni di tutto il discorso.
Maria, ne è l’interprete principale. Anche noi, insieme a Teofilo, ci mettiamo a capire cosa ha da insegnarci questa ragazza sulla fede. Questa è la motivazione principale dell’avventura che il testo propone. Scopriremo come la Parola è il mattone fondamentale della relazione. La caratteristica di questa parola è presentarsi nella forma di un saluto, di un annuncio, di una profezia. Irrompe Dio: l’angelo porta un messaggio bello e luminoso. Ma vuol dire che irrompe anche un mutamento: a queste parole infatti Maria fu molto turbata. Dio irrompe scompaginando la vita, potrebbe fare altrimenti? La fede non è quieto vivere, consolazione ma nemmeno irrazionalità, assurdità, vuoto, buio... per nulla! La fede richiede l’attivazione della parte più alta di noi: la ragione e con essa la ricerca di senso. Ci chiede di stare davanti a Dio integralmente, così come siamo, per accogliere le cose che Dio sta facendo attivando tutto ciò che di valido portiamo con noi.

Rosaria G.