5. La santità possibile
Questa vocazione si inserisce pienamente nella visione del Concilio Vaticano II. La costituzione dogmatica Lumen Gentium ricorda che tutti i battezzati sono chiamati alla santità. Una santità che non è riservata a luoghi protetti, ma che fiorisce nella vita quotidiana, nel lavoro, nelle relazioni e nelle responsabilità civili.
6. Lo stile di Maria
Per le Annunziatine, questa chiamata assume un volto particolare. Come Maria nell’Annunciazione, anche la consacrata secolare dice il suo “sì” nel silenzio di una vita ordinaria. Maria non si è sottratta alla realtà: ha continuato a vivere a Nazaret. E proprio lì Dio ha preso dimora.
7. Una presenza che trasforma
La consacrazione secolare chiede uno sguardo capace di riconoscere Dio nelle pieghe della vita. È una presenza che non giudica dall’alto, ma accompagna dall’interno. In una società frammentata, la consacrata secolare testimonia che è possibile unificare fede e vita.
8. Invisibili ma feconde
Essere nel mondo significa anche accettare la discrezione. Non avere segni esteriori, non essere immediatamente riconosciute. Ma come il lievito nella pasta, la consacrazione secolare agisce in profondità, trasformando dall’interno ciò che sembra immobile.
9. Una missione quotidiana
Il mondo ha bisogno di testimoni credibili. Donne che mostrino che Dio non sottrae nulla alla pienezza umana, ma la compie. La consacrazione secolare risponde a questa sete con una testimonianza sobria e concreta.
10. Un “sì” da rinnovare
Consacrate nel mondo, per il mondo: non uno slogan, ma una missione. Una missione che si gioca ogni giorno, nell’ora feriale della vita, là dove Dio continua ad attendere il nostro “eccomi”.
don Guido Colombo, ssp |