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SAN J. H. NEWMAN
E LA B. VERGINE MARIA
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Come abbiamo visto nella prima parte, Newman, ancora anglicano, manifesta una sorprendente devozione alla Beata Vergine. Da cattolico, la sua venerazione verso la Madre di Dio continua a crescere con la progressiva comprensione, accoglienza e approfondimento della mariologia cattolica. Data la sua esperienza personale, il santo tratta i temi mariani con grande sensibilità ecumenica. Anzitutto, tenendo conto dei timori e dei pregiudizi dei suoi amici anglicani, egli afferma che la devozione mariana non si interpone mai tra il credente e Dio. «La Chiesa cattolica non permette che nessuna immagine, [...] nessun santo, nemmeno la Beata Vergine, si frappongano tra l’anima e il suo Creatore. In ogni circostanza, fra l’uomo e il suo Dio è sempre un faccia a faccia, un “solus cum solo”. Dio solo crea; Dio solo ha redento» (Apologia). «Egli solo ha la chiave della nostra anima, egli solo legge i nostri pensieri segreti, parla al nostro cuore, ci comunica perdono e forza spirituale. Solo da Lui noi dipendiamo» (Lettera a Pusey). Newman fa un’importante distinzione tra fede e devozione. La fede, cioè il Credo, la dottrina, è «sostanzialmente una e identica fin dall’inizio». La devozione, invece, si può esprimere in diversi modi: è libera, muta secondo le epoche, i luoghi e le inclinazioni personali dei fedeli. L’esempio più significativo per illustrare questa distinzione tra fede e devozione è rappresentato da San Giuseppe. «Chi più di lui poteva avere diritto a ricevere il primo riconoscimento da parte dei fedeli? Un santo di cui parla la Scrittura, padre putativo di Gesù, fu fin dall’inizio oggetto di una fede universale e assoluta nel mondo cristiano, eppure la devozione verso di lui è sorta relativamente tardi. Quando poi ebbe inizio, quasi cisi meravigliò che non vi si fosse pensato prima di allora; oggi noi lo troviamo immediatamente dopo la sua Sposa nell’affetto e nella venerazione del popolo». |
Così scriveva nel 1865! Oggi è ancora così? Scritti mariani Newman non ha composto un trattato di mariologia, ma ha espresso il suo pensiero in molti scritti: lettere, sermoni, componimenti poetici, scritti spirituali, tra cui le Meditazioni per il mese di maggio. Il testo più completo e sistematico è la Lettera a Pusey del 1865. La sensibilità ecumenica e il suo metodo biblico, storico e patristico lo rendono un precursore della mariologia del Concilio Vaticano II, espressa nella Lumen Gentium. Egli vede la presenza della Beata Vergine in tutta la storia della salvezza: nel pensiero di Dio, nella vita di Gesù, nella storia della Chiesa, nella sua missione materna nei confronti di tutta l’umanità. Lettera a Pusey La proclamazione del dogma dell’Immacolata Concezione di Maria, da parte di Pio IX nel 1854, suscita molti dubbi e critiche tra gli anglicani. Se ne fa portavoce il teologo Pusey nella sua opera Eirenicon nel 1864. Alla posizione anglicana formulata dal reverendo Pusey – un amico dai tempi dell’università e del Movimento di Oxford – Newman risponde con una lettera approfondita e ben documentata, definita da uno studioso moderno “un capolavoro della letteratura mariana”. Il santo espone la teologia cattolica sulla Vergine Maria ma soprattutto esprime ciò che ha studiato e insegnato, ciò che ha predicato, ciò che crede e vive con profonda devozione nei riguardi della Vergine. Il mistero dell’Immacolata Concezione è il tema centrale della lettera e di tutto l’insegnamento del neo-dottore della Chiesa, definito da Jean Guitton il Doctor Marianus del XIX secolo. Newman ha però trattato tutti i punti della mariologia, dando un contributo originale, sempre fondato sulla Sacra Scrittura, le opere dei Padri e la Tradizione della Chiesa. Un tema di grande importanza per lui, su cui ritorna frequentemente nelle sue meditazioni, è il potere di intercessione della Vergine che fonda, come sempre, su solide argomentazioni teologiche e che esprime con calore e grande affetto verso la Madre. La preghiera di Maria è della massima efficacia, data la sua santità e la sua dignità. Maria: la Vergine potente Maria Angela S. |