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Indagare sul nesso tra potere e religione è imprescindibile per chi voglia occuparsi di tutto ciò che concerne la condizione umana.
Da tempo se ne occupa da una prospettiva originale il filosofo Silvano Petrosino. È nato a Milano nel 1955 e laureato in Filosofia nel 1978 presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore. Attualmente è professore di Teoria della comunicazione e Antropologia religiosa all’Università Cattolica di Milano.
Petrosino ha recentemente pubblicato, con l’editrice Vita e Pensiero, il volume “Potere e religione”.
Guardando infatti all’esclusivo modo di essere e di agire delle donne e degli uomini, ci si imbatte subito in una presenza del potere e della religione pervasiva. Non basta allontanarsi dal palazzo del potere e affermare di essere estranei a ogni chiesa per evitare il fascino che quel palazzo e quella chiesa continuano ad esercitare.
Considerando le diverse “esperienze umane”, dall’abitare all’amministrare, dal potere all’idolatria, dal testo biblico alla psicoanalisi, Silvano Petrosino arriva alla libertà di Dio, che è al tempo stesso lontano dai vincoli del potere e vicino alla realtà dell’umano.
Un Dio differente... ma mai indifferente, come esprime bene la Sacra Scrittura nell’episodio del roveto ardente, dove all’ingiunzione “non avvicinarti” segue subito l’assicurazione “io sarò con te”. Un Dio che non si fa possedere, che rivendica con fermezza la propria libertà: Dio è con il popolo, ma non nelle mani del popolo e, con altrettanta fermezza lascia intendere che non vuole in alcun modo possedere. Un Dio libero che attende di essere compreso e spera nella risposta di un uomo libero.
Rosaria G. |