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MARIA VERGINE, DONNA NUOVA
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“Maria Vergine donna nuova” è il titolo del formulario n. 20 delle “Messe della Beata Vergine Maria”. In occasione dell’Anno Mariano indetto da san Giovanni Paolo II nel 1987-1988, la Congregazione per il Culto Divino pubblica una raccolta di 46 formulari di Messe mariane, edita poi in italiano dalla CEI. Sono formulari completi di letture bibliche, orazioni e canti, per celebrazioni che siano varie, ricche di dottrina e commemorino «correttamente i fatti della salvezza compiuti da Dio Padre nella Beata Vergine, in vista del mistero di Cristo e della Chiesa» (Introduzione, 19). L’appellativo “donna nuova” è certamente inusuale. Non si trova nella Liturgia precedente, né nella pietà popolare, non compare nelle Litanie lauretane, ma non è certo frutto di fantasia. La Vergine Maria è la donna che «per l’azione misteriosa dello Spirito Santo concepì e portò in grembo con ineffabile amore il primogenito dell’umanità nuova » (Prefazio della solennità dell’Annunciazione del Signore). Donna nuova Fin dai primi secoli, accanto a Gesù, l’Uomo Nuovo, si dà risalto alla nuova Eva, la donna che ha cooperato col Figlio per la salvezza dell’umanità. “Donna nuova” è dunque un appellativo conosciuto dai Padri della Chiesa ma è entrato nella Liturgia dopo che, nella Marialis cultus (1974), san Paolo VI definisce Maria “nuova donna e perfetta cristiana» (n. 36). Anche l’Ordine dei Servi di Maria, qualche anno dopo (nel 1978), utilizza questo titolo per uno degli Uffici di “Santa Maria in Sabato”. Esaminiamo ora questi due termini. Gesù stesso si rivolge alla madre chiamandola “donna” alle nozze di Cana (Gv 2,4) e dalla Croce, quando affida la Madre a Giovanni e il discepolo a Maria (Gv 19,26). Come afferma il commento al brano, «il termine non indica lontananza, quanto piuttosto riconoscimento della partecipazione di Maria alla missione di suo figlio» (cfr. La Bibbia Via Verità e Vita). Anche Elisabetta la saluta quale “benedetta tra le donne” (Lc 1,42), mentre san Paolo, per sottolineare la realtà dell’Incarnazione, afferma che «Dio mandò il suo Figlio, nato da donna» (Gal 4,4). |
Un ulteriore riferimento mariano si può leggere nell’inimicizia tra il serpente e la donna di Genesi 3,15 come pure di Apocalisse al capitolo 12 dove appare “una donna vestita di sole”. Dal termine donna deriva, poi, il nome più comune per rivolgersi alla Vergine, Madonna (“mia-donna”). Termine però che non si usa nella Liturgia. L’aggettivo “nuovo/a” indica il “mondo nuovo” portato da Cristo. Nel Vangelo ritorna frequentemente; si parla di comandamento nuovo, di vino nuovo, di una nuova alleanza “nel mio sangue”, come afferma Gesù stesso durante l’Ultima Cena. In Gesù, solo in Lui, abbiamo la forza di mettere in pratica quella novità di vita che Egli ci chiede di realizzare. Le letture della Messa La prima lettura proposta è Apocalisse 21,1-5. Nella sua visione, Giovanni vede “un cielo nuovo e una nuova terra” e “la Gerusalemme nuova”. Si tratta di una nuova creazione che indica il superamento della realtà precedente perché «non vi sarà più la morte né lutto né lamento né affanno». Egli sente poi una voce provenire dal trono: «Ecco la tenda di Dio con gli uomini!». Dio prende stabile dimora con il suo popolo, cancellando la distanza tra il Creatore e la creatura. Come Salmo Responsoriale è proposto un cantico di Isaia: capitolo 61,10-11 e c. 62,2-3. La risposta orante della Chiesa «La reazione orante della Chiesa a ciò che il Signore le dice nella liturgia della Parola è espressa nell’eucologia» (Corrado Maggioni), cioè nelle preghiere o orazioni che il sacerdote pronuncia a nome della Chiesa. La prima è la Colletta che conclude il momento iniziale della celebrazione. Le prime due strofe celebrano il ruolo di Maria nel mistero di Cristo: è la Madre e la collaboratrice del Figlio. Le strofe successive presentano un elenco delle virtù evangeliche praticate dalla Vergine. L’aggettivo qualificativo ci dice come Lei le ha vissute: lieta nel servizio, docile allo Spirito sollecita nel custodire la Parola … Maria diventa così modello da imitare per chi vuole vivere veramente da discepolo/a del Signore Gesù. Maria Angela S.
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