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A volte ci manca l’aria perché sembra che Dio incomba su di noi, perché qualcosa soffoca dall’interno, perché nella Chiesa si sta stretti, perché la nostra vita è tutta un correre affannoso.
Padre Ermes Ronchi nel suo ultimo libro “L’equilibrio del solco”, pubblicato da Paoline Editoriale Libri, ci ricorda che siamo nati dal “vento” e dal “fuoco” di Gerusalemme, che lo Spirito Santo è Dio in libertà. Un vento che apre orizzonti e insegna respiri, che non pianta paletti, non alza recinti, ma dona ali per volare più alto e più lontano. Allora bisogna fermarsi, darsi il tempo e lo spazio interiore per far emergere il nostro desiderio profondo.
Offrire un po’ di riposo all’ansia di correre, alla furia di vivere che ci ha preso tutti. Noi assomigliamo al Creatore nel lavorare, nel fare, nel creare... eppure non siamo capaci di assomigliargli nel riposare.
Che è il tempo per rinfrancarci su chi siamo, per chi siamo, qual è il nostro compito, che cosa ci sostiene, che cosa ci appassiona.
Occorre passare da Dio come dovere, a Dio come stupore, meraviglia, incantamento. Bisogna passare da un cristianesimo di sola consolazione a un cristianesimo di innamoramento.
Conversione sempre necessaria, nutrita dalla Parola di Dio, con la pazienza del contadino, con piena fiducia nella forza vitale del seme.
Nessuno di noi cresce per una serie di strappi, ma per un’armonia paziente che matura nell’equilibrio tra ferita e semina, ricerca e attesa, seme e germoglio, radici e foglie. Tutto questo... nell’equilibrio del solco.
Rosaria G. |