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L’IMMACOLATA:
L’INIZIO DELLA CHIESA

 

Il mese di dicembre coincide con il periodo di Avvento, tempo liturgico in preparazione alla nascita del Signore Gesù. Se nella tradizione popolare, maggio è il mese dedicato alla venerazione della Beata Vergine, il vero tempo mariano è l’Avvento. Il tempo liturgico dove si presenta la figura e il ruolo decisivo di Maria nella storia della salvezza e la propone ai fedeli come modello nell’andare incontro al Salvatore che viene. La Vergine Madre sta all’origine del mistero dell’Incarnazione del Figlio di Dio. Come afferma padre Sergio Gaspari, Maria «si trova nel movimento trinitario discendente: per mezzo di lei il Padre comunica sé stesso in Cristo nello Spirito; la ritroviamo altresì nel movimento ascendente: ella è costituita quale via e garanzia del ritorno in Cristo dei credenti nella casa del Padre ad opera dello Spirito».

L’Immacolata: l’inizio della Chiesa

La solennità dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine, celebrata l’8 dicembre, illumina gli eventi e le feste successive.

Maria, «piena di grazia», è innalzata sopra ogni altra creatura in vista del concepimento del Figlio di Dio. Meditiamo e lasciamoci guidare – con l’aiuto di padre Corrado Maggioni – nella comprensione del mistero dell’Immacolata dal Prefazio proprio di questa festa.

È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza,
rendere grazie sempre ed in ogni luogo a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno. Tu hai preservato la Vergine Maria da ogni macchia di peccato originale, perché, piena di grazia, diventasse degna Madre del tuo Figlio.
In lei hai segnato l’inizio della Chiesa, sposa senza macchia e senza ruga, splendente di bellezza.
Da lei, Vergine purissima, doveva nascere il Figlio, agnello innocente che toglie le nostre colpe; e tu sopra ogni altra creatura la predestinavi per il tuo popolo avvocata di grazia e modello di santità.
E noi, uniti ai cori degli Angeli, proclamiamo esultanti la tua lode: Santo…

Posto all’inizio della Preghiera Eucaristica, il Prefazio è un inno di ringraziamento e di lode a Dio Padre per le meraviglie operate nella storia della salvezza, con particolare riferimento al tempo liturgico o alla festa che si celebra. Nella solennità dell’Immacolata, dopo l’introduzione, il Prefazio spiega il motivo del ringraziamento in tre frasi sintetiche. Nella prima afferma che Maria è stata preservata dal peccato originale per essere la madre purissima del Figlio di Dio, Cristo Salvatore. La Vergine è la prima redenta: privilegio unico in vista della sua missione. Successivamente l’Immacolata è presentata come l’inizio della Chiesa, sposa di Cristo, tutta gloriosa, senza macchia né ruga, secondo il testo di san Paolo (Ef 5,27). La Vergine, la primizia del popolo dei salvati, diventa così la capostipite della nuova famiglia di Dio.
La terza frase si riferisce ancora alla sua divina maternità. Al centro c’è Gesù, il Figlio, agnello innocente che toglie le nostre colpe e Lei, la Madre, è predestinata ad essere avvocata di grazia e modello di santità per tutto il popolo di Dio.
La solennità dell’8 dicembre diventa così «celebrazione congiunta della Concezione immacolata di Maria, della preparazione radicale (cfr. Is 11, 1.10) della venuta del Salvatore, e del felice esordio della Chiesa» (Marialis cultus, n. 3). Il dono ricevuto da Maria nel momento del suo concepimento illumina e fa comprendere la grazia che ognuno di noi ha ricevuto nel battesimo: essere ricreati nella santità. Santità da ricercare ogni giorno ricorrendo alla Madre, nostra avvocata e modello di virtù, come afferma la Lumen Gentium al n. 65: «Mentre la Chiesa ha già raggiunto nella Beatissima Vergine la perfezione che la rende senza macchia e senza ruga, i fedeli si sforzano ancora di crescere nella santità debellando il peccato; e per questo innalzano gli occhi a Maria, la quale rifulge come il modello delle virtù davanti a tutta la comunità degli eletti».

Maria Vergine figlia eletta della stirpe d’Israele

Questo è il titolo del 1° formulario delle Messe della B.V. Maria proposte per l’Avvento. Prendiamo ancora una volta il Prefazio che in due frasi sintetizza tutta la storia della salvezza, da Adamo ed Eva, con il peccato originale, fino alla nascita del Salvatore. Maria fa da ponte, segna il passaggio tra l’antico popolo di Israele e il nuovo popolo di Dio che è la Chiesa. In Lei si realizza la promessa del Salvatore che attraversa tutto l’Antico Testamento.
Leggiamo questo splendido testo di cui tralasciamo, per motivi di spazio, la parte iniziale e quella finale che introduce il Santo. [...]

Tu hai stabilito in Maria di Nazaret il culmine della storia del popolo
eletto e l’inizio della Chiesa, per manifestare a tutte le gentiche la salvezza viene da Israele e da quella stirpe prescelta scaturisce la tua nuova famiglia. È figlia di Adamo per la nascita colei che nella sua innocenza riparò la colpa di Eva;
è discendente di Abramo per la fede colei che credendo divenne madre;
è pianta della radice di Iesse la Vergine dal cui grembo è germogliato il fiore Cristo Gesù salvatore del mondo.

Della Vergine il prefazio esalta l’innocenza e la fede. Lei è la “Tuttasanta”, mai sfiorata dal peccato, è la credente che si mette completamente a disposizione di Dio che così può operare in Lei e con Lei grandi cose.

Pregare – credere – vivere

Nella conclusione della Marialis cultus, san Paolo VI tratta della norma di preghiera e della norma di fede che devono essere in armonia. La preghiera mariana, infatti, deve esprimere quanto la fede cristiana insegna sulla Vergine Maria, tralasciando gli aspetti opinabili e non vincolanti, e portare i fedeli a vivere in Cristo con Maria e come Maria. Le due leggi – lex orandi e lex credendi, secondo una formula latina risalente al 5° secolo – devono compenetrarsi, influenzarsi a vicenda: l’una deve ravvivare e favorire lo sviluppo dell’altra.
Alle due norme va poi aggiunta una terza legge: la lex vivendi. La preghiera e la fede che professiamo devono necessariamente esprimersi e manifestarsi nell’agire quotidiano, con una condotta coerente di vita. Alla realizzazione di questa unità ci guida e ci educa la Liturgia che, unendo in sé le tre leggi, attualizza il mistero di Cristo inserendo i fedeli nella Sua vita divina. Questo tempo di grazia «ci trovi vigilanti nella preghiera ed esultanti nella lode» (Prefazio II d’Avvento). Maria, Vergine e Madre, sia per noi modello di attesa e di preghiera, di umiltà e di offerta di sé, di maternità verginale perché nasca in noi e negli altri Gesù Cristo, Nostro Signore. Concludiamo con la preghiera all’Immacolata di sant’Alfonso Maria de’ Liguori.

Santissima Vergine Immacolata e Madre mia Maria,
Tu sei la Madre del mio Signore, la Regina del mondo, l’Avvocata, la Speranza, il Rifugio dei peccatori. Io, il più miserabile di tutti, ricorro oggi a Te. O grande Regina, Ti venero e Ti ringrazio per le grazie che mi hai donato finora e specialmente per avermi liberato dall’inferno, che ho meritato tante volte. Ti amo, Signora amabilissima
e sono così infiammato d’amore per Te che ti prometto di volerti sempre servire
e di fare quanto mi è possibile perché anche gli altri ti amino.
O Madre di Misericordia,
ripongo in Te tutte le mie speranze, tutta la mia salvezza.
Ti prego, accettami come tuo servo ed accoglimi sotto il tuo manto!
A Te chiedo il vero amore a Gesù Cristo. Madre mia, per il tuo amore a Dio ti prego
di aiutarmi sempre, ma soprattutto nell’ultimo istante della mia vita!
Non lasciarmi, finché non mi vedrai salvo in Cielo a benedirti e a cantare le tue misericordie.

Maria Angela S.