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DON AMORTH E MONTICHIARI

 

Presentare la figura di don Gabriele Amorth sembra del tutto superfluo data la sua grande notorietà, per cui diamo solo alcuni brevi cenni. Nasce a Modena il 1° maggio 1925. La madre, ancor prima della sua nascita, lo aveva consacrato alla Madonna ponendolo sotto la sua speciale protezione. Giovane impegnato e deciso nelle sue scelte, profondamente credente, a 17 anni ha un primo incontro con il Fondatore, il beato Giacomo Alberione che lo folgora letteralmente. Ma a causa della Guerra prosegue gli studi a Modena su consiglio di don Alberione. Partecipa alla lotta di liberazione d’Italia come partigiano sull’Appennino emiliano (riceverà una medaglia d’oro al valor militare); si laurea in Giurisprudenza. Nel dopoguerra avrebbe potuto avere una brillante carriera politica a livello nazionale, ma nel 1947 entra nella Società San Paolo ad Alba divenendo sacerdote nel 1954.
Dotato di grande intelligenza, don Gabriele ricopre diversi incarichi nella Congregazione e nella Chiesa. Ne evidenziamo tre.
Nel 1959 don Alberione gli affida la guida dell’Istituto Maria Santissima Annunziata che aveva fondato l’anno precedente. Con l’aiuto di suor Felicina Luci (FSP), don Amorth porterà avanti questo incarico per diciassette anni fino al 1976. La sua opera è fondamentale per lo sviluppo, la crescita e anche per l’organizzazione della vita dell’Istituto e dei suoi membri.
Successivamente diventa direttore del mensile Madre di Dio, collaboratore di Famiglia Cristiana e autore di diversi libri sulla Madonna in cui manifesta la sua profonda devozione mariana e una solida mariologia. Nel 1986 è nominato esorcista della diocesi di Roma dal card. Poletti, ruolo che svolgerà per più di vent’anni fino al 2007. Grande comunicatore, egli fa conoscere a un vasto pubblico l’azione del demonio nella vita umana, sia nella forma straordinaria che sperimenta negli esorcismi, sia in quella ordinaria nei confronti di ogni persona per impedirne il cammino e l’unione con Dio. È instancabile in quest’opera con articoli, libri e interventi radio-televisivi che gli danno molta popolarità. Muore a Roma il 16 settembre 2016 all’età di 91 anni.
All’inizio degli anni ottanta, don Amorth si esprime in modo favorevole riguardo le apparizioni mariane di Medjugorje e di Fontanelle- Montichiari. Il 5 agosto 1983 scrive su carta intestata Madre di Dio le osservazioni che riportiamo sotto in modo integrale. La data non è casuale: è la festa della Madonna della Neve legata alla costruzione della Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma, la prima chiesa mariana in Occidente.

ALCUNI RILIEVI SUI FATTI DI MONTICHIARI

«Dopo aver studiato i fatti, in base alle fonti parziali di cui ho potuto disporre, mi sento di poter esprimere alcune osservazioni.
I – Nei messaggi riferiti, tutto è conforme all’insegnamento biblico-ecclesiastico. Si può ripetere quello che l’allora Card. Roncalli diceva di Fatima: «Niente di nuovo dal punto di vista teologico e ascetico. Ma ciò che è antico si rinnova di nuove chiarezze, di nuovi fascini, per attirare le anime alla contrizione dei peccati ed al perdono di Dio» (Fatima, 13 maggio 1956). L’accentuazione sulla maternità universale di Maria è conforme agli insegnamenti del Vaticano II e agli approfondimenti della mariologia contemporanea. Il richiamo a sacerdoti e religiosi perché vivano santamente il loro stato, e il richiamo alle vocazioni, è quanto mai conforme agli attuali bisogni della Chiesa.
2 – A distanza di anni, la gente continua ad andare in gran numero, prega, ottiene grazie che, in alcuni casi, meriterebbero serio esame. Non vedo perché non si possa usare il metodo che il Vicariato di Roma ha usato per le Tre Fontane: costatato il fatto in sé (l’afflusso dei fedeli), ha affidato la regolazione del culto a dei religiosi (i Conventuali), curando il bene spirituale dei fedeli e prescindendo da qualsiasi presa di posizione nei riguardi delle apparizioni al Cornacchiola.
Ciò è conforme alla tradizione ecclesiastica. Il mondo è pieno di santuari mariani sorti in seguito ad apparizioni, su cui la Chiesa non si è mai pronunciata, o su cui, in alcuni casi, si è pronunciata dopo lunghi esami, senza per questo sospendere un culto che è utile accettare e regolare.
3 – Sono poi contrario a coscrizioni personali che, in questo caso, ritengo immotivate e contrarie alla libertà dei figli di Dio (per non parlare dei diritti dell’uomo, su cui insiste il Vaticano II). Intendo riferirmi alla proibizione data a Pierina Gilli di recarsi alle Fontanelle. Per quanto ho potuto toccare con mano e studiare, informandomi sul suo passato, si tratta di persona obbedientissima, per niente esaltata. Ha 72 anni e non ha nessuna intenzione di ingerirsi o di imporsi in nulla. I consigli che dà sono pieni di fede e di buon senso. Non vedo perché la sua
presenza debba essere giudicata pericolosa o dannosa, e quindi interdetta. Queste cose ritengo di poter affermare in coscienza. Le avrei pubblicate da tempo, se non mi avesse trattenuto il rispetto per l’autorità diocesana, in cui ho seguito cambiamenti di comportamento in seguito ai cambiamenti di persone. Roma, 5/8/83»
Nelle parole di don Amorth notiamo l’equilibrio, la saggezza o piuttosto la sapienza con cui si esprime. Possiamo anche aggiungere che aveva avuto modo di conoscere personalmente Pierina Gilli di cui aveva grande stima. È da notare anche il rispetto verso l’autorità ecclesiastica e nei confronti della veggente, persona umile e obbediente. Dopo aver esaminato i fatti e il contenuto dei messaggi, don Amorth considera i frutti: un culto sorto spontaneo, gente che prega e riceve grazie. È quanto sostiene e prevede, nel discernimento di presunti fenomeni soprannaturali, il recente documento del Dicastero della dottrina della fede pubblicato l’anno scorso, il 17 maggio 2024!

Maria Angela S.