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DONNE SENZA NOME

 

La ripresa di un nuovo anno Pastorale mette in moto una schiera di laici impegnati nella vita comunitaria. Di questi l’ala più significativa è rappresentata dalle donne. Papa Francesco ha più volte auspicato che nella Chiesa si allarghino gli spazi della presenza dei laici, in modo particolare delle donne anche dove si prendono decisioni importanti.
Il libro di Renzo Mandirola, sacerdote della Società Missioni Africane (sma), “Donne senza nome” (TAU Editrice) ci presenta sette donne del Vangelo. Tutte senza nome, ma tutte ci parlano e ci ammaestrano con la loro vita. Ognuna di esse offre spunti che ci possono aiutare a tracciare il nostro cammino personale al seguito del Signore Gesù.
Lo schema è uguale per tutte e sette le figure: preghiera iniziale, testo evangelico seguito da una “lectio” essenziale, “meditatio” che cerca di scendere nel quotidiano, messaggio del testo, preghiera finale e alcune domande per aiutare nella riflessione. Sono vite che parlano di servizio nell’anonimato della propria casa, come la suocera di Pietro. Vite che parlano di audacia, che sfidano il pensiero giudicante con il desiderio di fare verità prima di tutto in se stesse.
Vite che parlano di fede, convinte nel profondo del cuore che il Signore è sempre avvicinabile. Vite che parlano di coraggio, il coraggio del dialogo anche con chi non è della propria etnia, il coraggio di chi non si arrende neppure di fronte a un iniziale rifiuto. Vite che parlano di dignità, che si lasciano cercare per ritrovare, oltre i propri ripiegamenti, la dignità perduta. Vite che parlano di cura, che parlano del linguaggio non verbale dell’amore gratuito e sovrabbondante. Vite che parlano di generosità, nello stile del dono senza calcoli come l’offerta di una povera vedova. «Eccoci Signore attorno a te. Facciamo parte di quell’eterna folla che, in ogni tempo e in ogni luogo, ti circonda, ti stringe, ti strattona da ogni parte. Ci avviciniamo a te perché abbiamo bisogno della tua Parola e del tuo sguardo. Abbiamo cercato in tanti modi serenità, generosità, dolcezza, perdono, coraggio e fiducia e stimoli per una vita migliore. Guarda, Signore, con benevolenza il nostro cammino anche se incostante; ascolta il nostro grido di aiuto, raccogli il nostro desiderio di seguirti, di essere abbracciati e di essere guariti da te. Amen.»

Rosaria G.