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AMOS.
PROFETA CANTORE
DELLA GIUSTIZIA SOCIALE
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Il profeta Amos, primo dei profeti scrittori, precede di poco Osea e di qualche decennio Isaia e Michea. Il libro che porta il suo nome è caratterizzato dall’immagine del “leone che ruggisce”, simbolo del comportamento di Dio riguardo alla storia d’Israele: «Il Signore ruggirà da Sion e da Gerusalemme farà udire la sua voce» (1,2). Due testi ci aiutano a collocare il profeta nel suo tempo e a conoscere la sua personalità e la sua vocazione: 1,1 e 7,7-10. Il capitolo 1,1 lo colloca nell’VIII secolo a.C., durante i regni di Ozia, re di Giuda e di Geroboamo, re di Israele, le due parti in cui l’unico regno davidico-salomonico si era diviso da tempo. Contesto storico e religioso Grazie alle conquiste del re Geroboamo II (cfr. 2Re 14,23-29) che, approfittando della debolezza dei popoli vicini, conquista la Transgiordania, il regno del Nord vive un breve periodo di splendore. Samaria, che era la capitale, diventa una città ricca ed elegante. |
A Betel, importante centro di pellegrinaggi, viene ripristinato il culto del “vitello d’oro” (2Re 12,25-33) e, in seguito, anche il culto di Baal. Inoltre, lo sviluppo dei rapporti commerciali con le città fenicie permette l’emergere di una prospera classe media. L’apparente benessere economico è, però, riservato a pochi privilegiati, protetti da una politica corrotta che tollera le ingiustizie. Se tutto sembra andare a gonfie vele, di fatto, vi è un gran numero di poveri ed esclusi. Questa situazione Dio non la tollera. Amos, con la forza profetica che lo caratterizza, identifica e denuncia le pessime condizioni sociali e religiose del popolo: lo sfruttamento dei poveri, che sono venduti al prezzo di un paio di sandali (Am 2,6-7; 8,4); i giudici corrotti emettono sentenze a favore dei ricchi dietro pagamento (le mazzette per noi oggi) (5,12-15); i commercianti frodano i poveri senza ritegno (8,4-6); i sacerdoti esercitano un culto anestetizzante per le coscienze e non impegna la vita (4,4-5; 5,4-7,21- 22); e, come culmine, la classe dominante che ostenta un lusso sfrenato (3,15; 6,4-6). Temi e generi letterari del libro Il libro presenta temi e generi letterari che caratterizzano i libri dei profeti successivi: le visioni, la centralità dell’Esodo come evento fondativo del popolo, la restaurazione futura; il non valore del culto esteriore; la funzione del profeta; il riferimento al giorno del Signore. Amos non teme di confrontarsi con le autorità, e cosciente della sua vocazione, si comporta da persona libera dai pareri dei nemici, rimanendo a servizio totale dell’annuncio della parola di Dio e della difesa del povero. Come indica anche la Bibbia CEI, il libro si articola in tre parti. Il messaggio di Amos Il profeta di Tekòa interpreta il proprio coinvolgimento nella lotta contro l’ingiustizia sociale del suo tempo come diretta conseguenza della sua vocazione. Amos afferma che Dio è il maestro del mondo, odia i delitti e le malvagità dovunque essi avvengano e li sottopone al suo giudizio (Am 1,3 - 2,3). L’annuncio del castigo e l’invito al pentimento che caratterizzano il libro sono rivolti a Israele e ai popoli vicini. Per questo motivo la profezia di Amos si apre all’universalità: Dio va riconosciuto e adorato da tutti i popoli. Appartenere al suo popolo è un privilegio che carica di responsabilità: non solo non esclude dalla giustizia ma ne richiede la piena osservanza (Am 3,2). PER LA RIFLESSIONE PERSONALE 1) Amos, primo tra i profeti scrittori, è il cantore della giustizia sociale come espressione di fedeltà all’elezione divina. Il comando martellante: “cercate me e vivrete” in che senso si realizza nell’amore del prossimo? 2) “Cercate me e vivrete” a noi Famiglia Paolina richiama la “cambiale” stipulata dal nostro Fondatore e dal beato Timoteo Giaccardo: “Cercate il regno di Dio e la sua giustizia e il resto vi sarà dato in aggiunta”. Che cosa provoca in te questo richiamo? Che cosa ti suggerisce? Suor Filippa Castronovo, fsp |