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NOMADI CON DIO

 

Tra le tante immagini con cui si potrebbe definire la vicenda umana di Gesù, quella che più gli si addice è senz’altro quella del “cammino”.
Mentre cammina sulle rive del lago, chiama i primi quattro apostoli. Percorre le strade della Palestina, passando di villaggio in villaggio. Quando lo cercano per farlo re, sfugge dicendo: “Andiamocene altrove, per questo infatti sono venuto...”.
Possiamo dire che la metafora del cammino è profondamente biblica e può essere, ancora oggi, un’efficace proposta nell’educazione dei giovani alla fede, ma anche degli adulti. Pensarsi nomadi, come ci insegnano le figure bibliche prese in considerazione da Calogero Di Fiore nel libro “Nomadi con Dio” (Edizioni San Paolo), è decidere di non vivere nella banalità dell’ovvio, dello scontato. È scegliere di non arroccarsi sulle proprie sicurezze acquisite, è decidere di uscire fuori dagli schemi. Mettersi in cammino è conoscersi e accettarsi per quello che si è, accettando di lasciarsi guarire dai mille silenzi e incontri che la strada offre.
Integrando il dato biblico-spirituale con riflessioni più esistenziali l’autore, membro della Congregazione della Missione di San Vincenzo de Paoli e docente di catechetica e teologia pastorale, fa emergere le domande del cammino della nostra vita. Ci regala soprattutto preziosi incoraggiamenti nel percorso di ricerca di Dio e della propria felicità: non lasciarsi ingannare dalle apparenze, non arrendersi al fallimento, non avere paura, non fermarsi, non voltarsi indietro, fidarsi di Lui.
Sulle orme di Abramo, di Mosè, dei Profeti, di Gesù e dei suoi Apostoli, siamo chiamati a ripartire ogni giorno, nella vita come nella fede, perché la fede non è un’armatura che ingessa, ma un viaggio affascinante, un movimento continuo e inquieto, sempre alla ricerca dell’incontro con Dio.

Rosaria G.