meritorum Christi Jesu Salvatoris humani generis, ab omni originali culpae labe praeservatam immunem, esse a Deo revelatam, atque idcirco ab omnibus fidelibus firmiter constanterque credendam», cioè: «Definiamo che la B. Vergine, per singolare privilegio e grazia di Dio, in previsione dei meriti di Gesù Cristo, Salvatore del genere umano, fu preservata immune da ogni colpa originale fin dal primo istante di sua concezione; questo fu rivelato da Dio ed ogni fedele lo deve fermamente e costantemente credere».
1) Il periodo iniziale in cui si credeva semplicemente questa verità, si estende fino al secolo XII; il secondo periodo comprende le lotte e le discussioni dei Dottori su questa verità; il terzo la difesa e la definizione. In questa circostanza furono scritti volumi sul Dogma dell’Immacolata Concezione. Ci basti accennare quanto dice S. Ambrogio: «Virgo ab omni, integra labe peccati: la S. Vergine fu esente da ogni macchia di peccato». Andrea Cretense poi, esclama: «Beatam Virginem universali fermento non fuisse fermentatam: la beata Vergine non andò soggetta alla colpa originale». L’Apparizione a Lourdes del 1858 veniva a confermare l’insegnamento del Papa e a porre un sigillo soprannaturale su quello che i fedeli già ritenevano per certo, perché definito dal Vicario di Cristo.
Nel 1862 fu riconosciuta dal Vescovo di Tarbes la soprannaturalità delle Apparizioni, e queste furono così, per la prima volta, riconosciute dall’Autorità ecclesiastica. In seguito il S. Padre promosse pellegrinaggi a Lourdes, approvò la Messa e l’Ufficiatura dell’Apparizione e quando questo fatto entrò nel Breviario, allora si ebbe il riconoscimento ufficiale. La soprannaturalità di queste apparizioni però, si manifestò evidentemente nei miracoli che colà si operavano. Infermi d’ogni sorta: sordi, ciechi, tubercolotici, trovarono a Lourdes la guarigione istantanea e prodigiosa dai loro acciacchi. Non ce lo affermano solo persone pie ma firme di 5000 medici ci attestano che quei fatti sono miracolosi. L’Apparizione a Lourdes c’insegna la bontà di Maria.
La nostra Madre celeste è venuta dal Cielo sulla terra: «Visitasti terram et inebriasti eam: Hai visitato la terra e l’hai inebriata». Grande degnazione di Maria! Viene tra i suoi figli con materna bontà e stabilisce tra essi la sua dimora, il suo trono di misericordia. Durante il corso dei secoli, Maria SS. un po’ a Loreto, un po’ a Torino, Guadalupa, Lourdes, pose la sua sede tra i popoli affinché tutti trovino facilità a ricorrere a Lei per ottenere grazie. L’Apparizione di Lourdes ci domanda corrispondenza. Maria è venuta in mezzo a noi. Corrispondiamo dunque con fiducia filiale, con amore schietto e generoso nella Divina Madre così pietosa e potente. Ella è e si mostra veramente la nostra Madre. E noi non ci mostreremo suoi figli? Come si svolsero i fatti a Lourdes lo leggiamo nel Breviario: «Quattro anni dopo la definizione dogmatica della Immacolata Concezione della Beata Vergine, sulla sponda del fiume Gave presso il borgo di Lourdes, della diocesi di Tarbes in Francia, la stessa Vergine si fece vedere più volte nell’insenatura d’una roccia, nella grotta di Massabielle, ad una fanciulla chiamata volgarmente Bernardetta, poverissima sì, ma ingenua e pia. La Vergine Immacolata appariva di aspetto giovane e benevolo, ricoperta d’una veste e d’un velo bianco come la neve, e cinta d’una fascia celeste; una rosa d’oro le adornava i piedi».
Il primo giorno dell’apparizione, che fu l’11 Febbraio del 1858, insegnò alla fanciulla a far bene e con devozione il segno della croce, e facendo scorrere nelle mani la corona che prima le pendeva dal braccio, l’eccitò, col suo esempio, alla recita del santo rosario: cosa che ripeté pure nelle altre apparizioni. Il secondo giorno dell’apparizione, la fanciulla temendo, nella semplicità del suo cuore, un’insidia diabolica, gettò sulla Vergine dell’acqua benedetta; ma la B. Vergine dolcemente sorridendo, le si mostrò con volto ancor più benevolo. Nella terza apparizione poi, invitò la fanciulla alla grotta per quindici giorni. D’allora le parlò più spesso, e la esortò a pregare per i peccatori, a baciar la terra e a far penitenza; quindi le ordinò di dire ai Sacerdoti che edificassero ivi una Cappella e di venire alla stessa guisa con solenni processioni. Di poi le ordinò di bere dell’acqua della fonte, ch’era ancora nascosta sotto la sabbia, ma sarebbe subito sgorgata, e di lavarsi con essa.
Finalmente nella festa dell’Annunciazione, domandando la fanciulla istantemente il nome di lei, che s’era degnata di apparirle tante volte, la Vergine, portate le mani sul petto ed alzati gli occhi al cielo, rispose: Io sono l’Immacolata Concezione. Crescendo la fama dei benefizi, che si asseriva aver ricevuto i fedeli nella grotta, aumentò ogni giorno più il concorso degli uomini attirati alla grotta dalla venerazione del luogo. Ond’è che il vescovo di Tarbes, mosso dalla fama dei prodigi e dal candore della fanciulla, quattro anni dopo le cose narrate, dopo giuridica inquisizione dei fatti, riconobbe con sua sentenza che i caratteri dell’apparizione erano soprannaturali, e permise nella stessa grotta il culto alla Vergine Immacolata. Subito vi si edificò una cappella: da quel giorno sono quasi innumerevoli le folle di fedeli che vi accorrono ogni anno per ragione di voto e di supplica dalla Francia, dal Belgio, dall’Italia, dalla Spagna e da altre regioni d’Europa e fino dalle lontane Americhe, e il nome dell’Immacolata di Lourdes diviene celebre in tutto l’universo. L’acqua della fontana, portata in tutte le parti del mondo, rende la sanità agli infermi.
E l’orbe cattolico, riconoscente di tanti benefici, v’ha eretto intorno meravigliosi monumenti sacri. Innumerevoli vessilli, mandati là dalle città e popoli quali testimoni dei benefici ricevuti, formano al tempio della Vergine una decorazione meravigliosa. In questa sua quasi dimora la Vergine Immacolata è venerata continuamente: di giorno con preghiere, canti religiosi ed altre solenni funzioni; di notte invece con quelle sacre processioni nelle quali turbe pressoché infinite di pellegrini con ceri e torce sfilano cantando le lodi della Vergine. A tutti è noto come questi pellegrinaggi abbiano ravvivato la fede in questo secolo pieno di freddezza, abbiano incoraggiato a professare la legge cristiana ed abbiano mirabilmente accresciuto il culto alla Vergine Immacolata nella quale meravigliosa manifestazione di fede il popolo cristiano ha per duci i sacerdoti, che conducono là le loro popolazioni. Gli stessi vescovi si recano spesso a questo santuario, presiedono ai pellegrinaggi e assistono alle feste più solenni. Né è raro vedere accorrervi come umili pellegrini gli stessi principi della Chiesa Romana vestiti della porpora. A loro volta, i Romani Pontefici, nella loro divozione verso l’Immacolata di Lourdes, arricchirono il sacro tempio dei favori più insigni. Pio IX l’onorò di sante indulgenze, del privilegio di un’arciconfraternita e del titolo di Basilica Minore; e volle che la statua della Madre di Dio, che vi si venera, fosse incoronata con solenne rito dal suo Nunzio Apostolico in Francia.
Leone XIII poi, le conferì innumerevoli benefici, concesse l’indulgenza in forma di giubileo nel venticinquesimo dell’apparizione, incoraggiò con la sua autorità e parola i pellegrinaggi, e fece fare a nome suo la consacrazione solenne d’una Chiesa sotto il titolo del Rosario. E coronò la molteplicità di questi privilegi concedendo benignamente, a preghiera di molti vescovi, di celebrare una festa solenne sotto il titolo dell’Apparizione della Beata Vergine Maria Immacolata con Ufficio proprio e Messa propria. Finalmente il Sommo Pontefice Pio X nella sua pietà verso la Madre di Dio, e per assecondare i voti di molti vescovi, estese la stessa festa alla Chiesa universale».
Frutti da ricavare:
1. Purezza. – Maria è l’Immacolata, dobbiamo quindi avvicinarci a Lei senza peccati. Facciamo una santa confessione detestando sinceramente le nostre colpe e proponendo di non commetterne più. Consacriamo a Maria l’innocenza del cuore.
2. Semplicità. – Imparare dalla Bernardetta questa virtù così preziosa e tanto gradita a Dio. Egli respinge le anime altere, ma si comunica e dà le sue grazie alle semplici e umili.
3. Pietà. – Amare davvero Maria e pregarla con fervore. Chi ama la Madonna si salva e chi l’ama tanto si fa santo. Questi frutti sono grazie e noi li domandiamo a Maria nella S. Messa.
Beato Giacomo Alberione |