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DOMANDE DI DIO, DOMANDE A DIO

 



La Bibbia è il resoconto dell’incessante, e mai finito, dialogo tra Dio e l’umanità. Dio interpella Adamo ed Eva, scopertisi nudi nell’Eden, scuote Caino sulla sorte di suo fratello Abele, interroga il riottoso Giona.
Gesù, a sua volta, amava fare domande perché amava dialogare con gli uomini e le donne del suo tempo. Quanti lo ascoltavano capivano che il suo interloquire era un appello al proprio cuore, un modo per interpellare l’interiorità di ciascuno. Un tentativo di bucare la scorza dell’io per farvi filtrare il balsamo dell’amore.
Le pagine del libro “Domande di Dio domande a Dio”, pubblicato dalla Libreria Editrice Vaticana, ci fanno entrare nella Bibbia con grazia e bellezza attraverso una ricca conversazione tra due personalità diverse e complementari: il celebre predicatore domenicano Timothy Radcliffe e il giovane confratello biblista Lukasz Popko.
Chi pone delle domande – il libro ne passa in rassegna 18 di quelle che incontriamo nel percorso biblico – è animato da un’inquietudine che brilla come sintomo di vitalità. I cuori adagiati non fanno domande, chi ha risposte su tutto non si pone in discussione su niente. Dio ama le domande, le ama davvero, forse anche più delle risposte. Perché le risposte sono chiuse, le domande rimangono aperte a ricerca e stupore, a ripensamenti e conversioni.
La Parola di Dio è una lama a doppio taglio e svela la verità del cuore. A che punto sono del mio vivere? Cosa ne ho fatto dei miei fratelli e sorelle in umanità? Qual è il nome di Dio? Per me chi è Gesù? Che cos’è la verità? Il libro è inoltre ricco di riferimenti letterari, poetici, cinematografici e rimanda a un’abbondanza espressiva che arricchisce il nostro sguardo. Perché la parola umana, quando è veramente tale, è espressione dell’interiorità autentica dell’uomo, allora l’espressione artistica diventa teofanica, sa dare voce alla grazia, è capace di comunicare il mistero. Nella trama delle domande e delle riposte scorre anche l’umorismo, elemento importante di cui siamo grati agli autori. L’umorismo è leggerezza, è soave, rallegra l’anima e ci offre una speranza. L’umorismo mostra come la fede cristiana non sia qualcosa di lugubre o pedante, né avvilente. La fede fa brillare il volto di chi vi aderisce. Il Vangelo dà gioia vera e chi crede è una persona lieta... e glielo si legge in faccia!

Rosaria G.