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SBROGLIARE LA VITA
CON ETTY ILLESUM

 




Spesso siamo coinvolti in vicende più grandi di noi e facciamo fatica a trovare il bandolo della matassa, a sbrogliare la vita e a renderla nostra, ad assumerci il compito di vivere appieno.
Come si può vivere la propria vita, lasciare entrare in sé qualcosa dell’Amore, estirpare l’odio e il marciume, accogliere e dare riparo al dolore? Anche se ci sentiamo prigionieri di un gomitolo aggrovigliato è sempre possibile diventare un rocchetto di filo che viene lentamente srotolato. Tra queste due immagini si snoda il percorso proposto da Marco Manco nel libro “Sbrogliare la vita”, della TAU editrice, percorso che ha come guida il diario di Etty Hillesum. Come lei, si tratta di imparare a lavorare alla propria pace interiore. Troppe volte vorremmo controllare, trattenere, dominare ogni cosa. Questo è sintomo di profonda insicurezza. Quante energie sprecate per stringere, trattenere e dominare ciò che è sfuggente, per avere poteri sulle cose e sulle vicende della vita. In questi casi è necessario semplicemente restare e sostare con la propria debolezza. «A volte la forza fisica non è sufficiente per fronteggiare, sopportare la piena dei sentimenti e dei buoni propositi, devo ancora educare un po’ me stessa e non opporre un’impotente resistenza a questo evento, cercando di forzare le cose a ogni costo. Adesso devo costringermi a lasciar andare tutto e avere il coraggio di restare sola con la mia debolezza, di essere giusto quel grumo di umanità stanca e non proprio ispirata che sono al momento e niente di più». L’esperienza eccezionale di Etty ci spinge a riconsiderare le idee che ci siamo dati sulla vita, le costruzioni con cui tentiamo di arginarla e soffocarla. Perché non provare ad abbandonare ogni pretesa per lasciarci abbracciare dalla vita fino a sentire che ogni luogo e situazione può essere la nostra patria, la nostra casa, il luogo giusto in cui fiorire? «Fiorire e dar frutti in qualunque terreno si sia piantati, non potrebbe essere questa l’idea? E non dobbiamo forse collaborare alla sua realizzazione? Credo che imparerò».

Rosaria G.