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LA MADONNA DEL SABATO SANTO
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La Madonna del Sabato Santo è il titolo della lettera pastorale che il cardinale Martini indirizzò all’arcidiocesi di Milano nel 2000. Scritta nell’anno del Grande giubileo – definito il “sabato del tempo” e il “sabato dei sabati” secondo il Levitico – la lettera è un invito a riscoprire la santità del tempo, “avvolto dalla benedizione di Dio”. Il cardinale si rivolge direttamente alla Vergine, dialoga con Lei e contempla come Maria ha vissuto i momenti terribili della crocifissione e morte del Figlio. |
Tu desideri che anche noi siamo partecipi della tua consolazione, quella che viene dalla fede. Tu conosci bene quanto afferma san Paolo: il Padre misericordioso «ci consola in ogni nostra tribolazione, perché possiamo anche noi consolare quelli che si trovano in qualsiasi genere di afflizione con la consolazione con cui siamo consolati noi stessi da Dio» (2Cor 1,4). Diverse sono le consolazioni che riceviamo dal Signore, quella della mente è un dono che ci fa intuire l’unità e la bellezza delle verità della fede e ci fa comprendere che nella Scrittura tutto è collegato e converge nella morte e risurrezione di Gesù. O Maria, «Tu hai ricevuto il dono di poterti fidare fino in fondo del disegno di Dio e ne hai riconosciuto nel tuo intimo la potenza e la gloria. Tu ci insegni così a credere anche nelle notti della fede, a celebrare la gloria dell’Altissimo nell’esperienza dell’abbandono, a proclamare il primato di Dio e ad amarlo nei suoi silenzi e nelle apparenti sconfitte. Intercedi per noi perché non ci manchi mai quella consolazione della mente che sostiene la nostra fede» (p. 28). 2. «Tu nel sabato della delusione sei la Madre della speranza e ci ottieni la “consolazione del cuore”» Nello smarrimento, nelle delusioni che proviamo nel nostro cuore, tu, o Maria, ci ripeti ancora le parole del tuo Gesù: “con la vostra perseveranza salverete le vostre anime” (Lc 21,19). 3. «Tu nel sabato dell’assenza e della solitudine sei e rimani la Madre dell’amore e ci ottieni la “consolazione della vita”» O Maria, il tuo tanto soffrire ha come frutto la generazione di un popolo di credenti. Sotto la croce hai accolto Giovanni come figlio e in lui tutti noi. Maria Angela S. |