Home| Chi siamo| Cosa facciamo| Perchè siamo nate | Spiritualità| La nostra storia | Libreria| Fondatore|Famiglia Paolina| Preghiere |Archivio | Links | Scrivici | Area Riservata |Webmail | Mappa del sito

 

LA STELLA,
IL CAMMINO, IL BAMBINO

Un viandante è in cammino alla ricerca di tre misteriosi personaggi appena accennati nel Vangelo di Luca: i Magi. Le domande che muovono i suoi passi e intessono il dialogo con Gaspare, Melchiorre e Baldassare, sono anche per noi.
Tu ce l’hai una stella? Non è una domanda qualunque, perché per avere una stella devi accorgerti che esiste un cielo sopra la tua testa. Devi smettere di pensare che la vita è solo un andare avanti, a volte bisogna andare in alto, perché dall’alto le cose si vedono meglio.
Tu ce l’hai un viaggio? Tutti siamo nati per andare da qualche parte. Ci sono strade che aspettano solo noi, cammini fatti a misura delle nostre scarpe. Per trovare qualcosa in noi, a volte si deve camminare fuori di noi.
Tu ce l’hai un bambino? Forse sì. Forse è tuo figlio. O forse è quel bambino che eri tu e che non trovi più. “Bambino” è attesa di vita, vita affidata a te, vita che aspetta te per essere possibile. Qual è la vita che aspetta te?
Luigi Maria Epicoco nel libro “La stella, il cammino, il bambino”, il Natale del viandante, publicato da Edizioni San Paolo – con la freschezza del linguaggio che lo contraddistingue e con delicata fantasia – ci aiuta a vivere il tempo di Avvento e di Natale, come un viaggio sulla pista di questi desideri. Siamo tutti bisognosi di un cielo sulla testa ...e forse di uno dentro, magari pure stellato.
Di una strada sotto i piedi e di una che ci faccia varcare il cuore al di là delle facili emozioni. Di qualcuno che ci aspetti alla fine dell’orizzonte e di qualcuno che ci aspetti adesso, proprio ora, proprio qui.

La vita stessa ci attende come qualcosa di vivo, come se il viaggio che ciascuno deve fare ci venga incontro, non rimanga fermo, metta in atto delle strategie per spingerci a farlo. Il destino verso cui siamo tutti in cammino e venuto in mezzo a noi. È Lui che, meglio di me, si è infiltrato nella storia: uomo con gli uomini. Giunti alla meta, le mani dei re Magi consegnano tre doni che altro non sono che tre modi diversi di dire chi è Gesù Cristo.
Guardando questi doni comprendiamo meglio l’identità di questo bambino. I doni dei Magi non sono decorativi ma rivelativi. Inginocchiandoci davanti al Bambino in questo Natale, pensiamo anche alla nostra umanità: teniamola da conto anche se fragile, ferita, debole ... anche se svolte indegna, perché in essa Cristo è voluto nascere.

Rosaria G.