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Mistero dell’Incarnazione
nell’Annunciazione
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Nelle meditazioni che seguono don Alberione ci ricorda che tutto ha inizio con l’Annunciazione e poiché «Maria è il canale di tutti i beni che abbiamo» è sempre bene ricorrere a lei (Alle Figlie di San Paolo 1950-53, pp. 45-47 e 294-295). In questo mese di marzo celebriamo la festa dell’Annunciazione di Maria santissima. Questa festa nella Chiesa ha incominciato a celebrarsi nel secolo V per istituzione di Papa Gervasio I [ndr.: Don Alberione parla di papa Gervasio I in relazione alla istituzione della festa dell’Annunciazione. Nell’elenco dei papi non risulta un Gervasio I, ma Gelasio I, papa dal 492-496 che come funzionario della cancelleria papale partecipò al Concilio di Calcedonia (451)]. E dal secolo VI fino ad ora è celebrata con la massima solennità. Come si dà grande solennità alla festa dell’Immacolata, così ora anche a quella dell’Annunciazione. In questa festa si celebra il mistero dell’Incarnazione del Verbo, da dove ha principio la nostra salute. Non si parla quasi mai delle virtù di Maria senza accennare a questo evento così importante e centrale per l’umanità. Stamattina parliamo di questa festa, poiché presto incomincia la novena nella quale si ricorda un mistero così importante. Generalmente si rimanda la predica sulla Madonna alla fine degli Esercizi, ma questo è uno degli sbagli che facciamo noi. Tutta la grazia incomincia dall’Annunciazione e il frutto degli Esercizi dipende se noi ricorriamo a Maria. Mettiamo tutto nelle sue mani, perché sia la nostra luce, il nostro conforto, perché ecciti in noi un vivo pentimento per le grazie non corrisposte, spinga la volontà a grandi propositi, ci dia un desiderio vivissimo di diventare come lei. Maria accompagna il divin Salvatore fino al Calvario, e accompagna pienamente la Chiesa fin dai primi passi. Essendo Maria umilissima e docilissima, fu esaltata sopra il coro degli angeli. Ella non sentì l’influsso della colpa originale. Immacolata entra nella sua missione. Non appartiene al numero delle donne comuni: «Benedetta tu tra le donne» (cfr. Lc 1,42) e inizia la sua missione di Madre di Dio. Con la discesa dello Spirito Santo ella genera un’altra vita: nasce la Chiesa che porta sulle braccia come aveva portato Gesù. Ultimo mistero: l’Assunzione al cielo dove Maria regna gloriosa. Ora noi ci troviamo in una posizione fortunata: abbiamo la luce del Vangelo, viviamo vicino al Papa, abbiamo la teologia morale, siamo figli della Chiesa. Specialmente noi religiosi possediamo una morale e una ascetica di perfezione e di più abbiamo la grazia dei sacramenti. Abbiamo ricevuto il Battesimo, la Cresima, la Confessione e tante volte la Comunione, |
in cui Gesù Cristo Figlio di Dio viene ad abitare dentro di noi. A noi è segnata la via della santificazione. E quante suore passano con fiducia all’eternità! Prima dell’Annunciazione non c’era Gesù e nemmeno la grazia, né i sacramenti: tutto si inizia con l’Annunciazione. Iddio che non voleva rigettare l’umanità peccatrice, dandole il perdono, inaugurò il tempo in cui «dove abbondò il peccato sovrabbondò la grazia» (cfr. Rm 5,20). Maria è il canale di tutti i beni che abbiamo. Dio volle che tutto avessimo per Maria. Lode a questa Vergine benedetta, riconoscenza grande a lei per il “sì” che ha detto. Quando l’angelo le propose l’Incarnazione, ella sentì il bisogno di spiegazioni perché si trattava di cosa misteriosa, ma appena la sua mente fu illuminata, non esitò: «Ecco l’ancella di Dio» (cfr. Lc 1,38). Adoriamo la Santissima Trinità che intervenne in quella casetta. Beato Giacomo Alberione |
IL SÌ DI MARIA Leggiamo il Vangelo della Messa: oggi è la festa del “sì”, il sì che Maria ha detto all’angelo e sul Calvario. Impariamo anche noi a dire sempre sì a Gesù. Noi diciamo volentieri i nostri sì? Facciamo volentieri la volontà di Dio? Abbiamo detto sì al Signore quando ci chiamò alla vita religiosa. Siamo sempre state generose dopo? Non abbiamo mai fatto confronti e detto: Questo sì lo faccio, e quello no, perché non mi piace? Tante volte un sì può essere il principio della nostra santificazione: quei sì che umiliano, quelle obbedienze che ci costano... L’obbedienza meglio fatta e più meritoria, è proprio quando non capiamo. La nostra vita religiosa deve essere una vita di fede! Diciamo alla Madonna che ci aiuti a fare bene la volontà di Dio, lo sappiamo che siamo qui solo per prepararci un bel posto in Paradiso. Facciamo un po’ di esame sulla vita passata e i propositi per quest’oggi. Maria ha detto il suo sì all’angelo, Gesù ha detto il suo sì nell’accettare l’amaro calice per la nostra salvezza. Che la nostra vita sia un continuo sì, perché noi pure vogliamo sempre fare la volontà di Dio. Accettiamo oggi quelle cose che capiamo di meno. Alle volte ci sentiamo male perché sembra che siano gli uomini che non ci vogliono bene… Beato Giacomo Alberione
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