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Quando le tenebre sembrano avere la meglio sulla luce, ci si sente smarriti, impauriti, pensando che ormai la notte profonda giungerà inghiottendo tutte le cose nel nero più buio. Tutto questo non si manifesta soltanto su scala planetaria ma anche a livello locale, nelle città, nei paesi, nei quartieri, dove si constata come la violenza finisca per farla da padrona. E allora cosa fare? Occorre un colpo d’ala, ovvero uno sguardo differente che permetta di invertire il cammino. Educare, ecco la parola magica! I grandi pionieri dell’educazione l’avevano ben compreso. Non a caso molti hanno affermato che di fronte alle grandi crisi, come quella che stiamo vivendo, la risposta più efficace è nell’educazione. Educare al bello, al vero e al buono diviene il miglior antidoto ai mali che stiamo vivendo.
Ezio Aceti, psicologo infantile e apprezzato scrittore, nel suo ultimo libro “La bellezza dell’educare”, edito da TAU Editrice, inizia con l’analizzare la deriva sociale in cui siamo immersi, nella seconda parte del volume propone due risposte che vengono messe in campo: la cura delle relazioni capaci di favorire il ben-essere e l’armonia. È urgente modificare lo sguardo sulla vita, perché “dal modo in cui vediamo le cose” esse prendono forma nel loro percorso e nel loro divenire. Il libro termina con il riferimento alla fede: “Uno solo è il vostro Maestro”. È la compagnia del Maestro in mezzo a noi che ci aiuta a uscire dalla fatica della crisi e ad avviarci verso una piena umanizzazione. Una comunità educa perché a sua volta viene educata dal Maestro che vive in mezzo e nel cuore dei fratelli. Il libro si rivolge a genitori, educatori, insegnanti, operatori pastorali, ma anche a tutti coloro che, semplicemente, si interrogano sul senso del vivere e del trasmettere la vita. È un invito a rallentare lo sguardo, a ritrovare l’essenziale, a credere che l’educazione resti, oggi come sempre, la via privilegiata per costruire futuro.
Rosaria G. |