NELLA POLIFONIA DEL SILENZIO

 

Viviamo in un’epoca che sembra aver dichiarato una guerra sistematica al silen zio. Siamo immersi, quasi senza rendercene conto, in una società satura di parole, inva sa da suoni e stimoli incessanti che promet tono una connessione perenne. In questo orizzonte dominato dal fra stuono, il silenzio non viene più percepito come un valore ospitale o un’opportunità di crescita, bensì come una minaccia. Lo te miamo intimamente perché il silenzio non è mai neutro: espone l’anima, interroga le no stre certezze più superficiali, purifica il lin guaggio alla radice, è una scuola di umiltà. Il silenzio non ha una sola voce. Parla in modi diversi e accompagna ogni esistenza nei suoi passaggi più profondi: l’ascolto, l’a more, il dolore, la ricerca di senso, l’incon tro con Dio.
Muovendosi tra esperienza umana, ri flessioni teologiche e tradizioni spirituali Do nato Ogliari – monaco benedettino e attualmente Abate dell’Abbazia di San Paolo fuo ri le Mura – nel suo libro “Nella polifonia del silenzio” di Paoline Editoriale Libri, ci pro pone un itinerario alla scoperta del silenzio. La vita stessa di Gesù è una pedagogia del silenzio: dal nascondimento operoso de gli anni di Nazareth al silenzio messianico volto a preservare la verità della sua missio ne, fino al silenzio orante nei luoghi deserti. Anche nell’ora estrema della Croce il silenzio di Gesù non è fuga ma confidenza che attraversa il silenzio di Dio, per appro dare alla trasfigurazione feconda della Paro la della Risurrezione.
La Trinità è amica del silenzio, per que sto esso si rivela come l’unico clima in cui la voce dell’Eterno può risuonare. La spiritualità cristiana ha sempre con siderato il valore del silenzio nella vita del credente come condizione indispensabile per un ascolto efficace della Parola di Dio. Numerose sono le testimonianze che vanno in questa direzione: ad iniziare da Ma ria, vergine del silenzio, San Giuseppe di cui i Vangeli non riportano alcuna parola, è poi i Padri della Chiesa e quelli medievali, misti ci, filosofi e teologi a noi contemporanei. San Giovanni della Croce ci invita a rag giungere la vetta del silenzio amoroso: «Ciò che più importa per progredire è far tacere dinanzi a questo grande Dio la nostra lingua e il nostro appetito, poiché il solo linguaggio che egli ascolta è il silenzioso amore».

Rosaria G.