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TEMPO DI PASQUA,
TEMPO DELLA CHIESA
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Carissime Annunziatine, il Tempo Pasquale, cioè tra Pasqua e Pentecoste, è anche il “tempo della Chiesa”, cioè della nostra storia, in cui camminiamo verso la pienezza del dono di Dio, che celebriamo nella Solennità di Pentecoste, ma che si compirà pienamente solo nella Gerusalemme celeste. Il tempo liturgico ci accompagna verso il compimento della storia che è la salvezza, e che ora è da conquistare nel quotidiano. La solennità di Pentecoste, che celebriamo in comunione con la Chiesa celeste, ci ricorda la caparra dello Spirito che già possediamo ed insieme ci invita a procedere con prontezza verso il pieno possesso che avremo nella Gerusalemme celeste. Gli Apostoli ricolmi del Santo Spirito sono immagine della Chiesa ricolma totalmente di Dio, quando Dio sarà tutto in tutti e quando nessuno avrà bisogno di essere ammaestrato da altri (cfr. Is 33,33-34). Il nostro Tempo Pasquale – cinquanta giorni di festa come un’unica Pasqua – non è ancora un possesso pieno ma un cammino verso l’eredità eterna. Rimane sempre vero, in ogni caso, che il Regno dei Cieli non è di questo mondo. Vangelo di Giovanni, Atti e Apocalisse Il Lezionario in questo tempo ci propone la lettura del Vangelo di Giovanni, degli Atti degli Apostoli di Luca (di cui se ne legge meno della metà) e nell’Ufficio delle Letture, meditiamo il Libro dell’Apocalisse. C’è un parallelismo tra gli Atti degli Apostoli e l’Apocalisse. Infatti entrambi parlano della Chiesa e si rivolgono alla Chiesa (e non solo quella degli inizi) che cresce e si sviluppa sotto l’influsso dello Spirito, per giungere sino ai confini del mondo (in particolare gli Atti degli Apostoli) e fino al traguardo della storia (in particolare l’Apocalisse). Siamo nel tempo dopo la Risurrezione e leggiamo il Vangelo di Giovanni nella prima parte, dove racconta di quando Gesù era presente tra gli uomini, quando predicava nella Galilea e nella Giudea a chi era assetato della Parola di Dio, e formava i suoi apostoli perché potessero annunciarlo. Sperimentando che Dio ha tanto amato il mondo da mandare il suo unico figlio affinché tutti gli uomini siano salvi (cfr. Gv 3,16-17). |
Questo si potrà realizzare con la predicazione del suo corpo mistico, quando la Chiesa giungerà sino ai confini del mondo (confini di spazio e di tempo). Gli Atti degli Apostoli presentano gli inizi della Chiesa, che cresce e si sviluppa, ma che rimane sempre in missione. Quello che è stato della Chiesa agli inizi rimane paradigmatico per la Chiesa di tutti i tempi. Il Libro dell’Apocalisse è un libro amato da mistici, artisti e poeti, meno dagli studiosi. Anche questo è un libro della Chiesa. Spesso, sbagliando, lo si definisce il libro degli ultimi tempi, mentre in realtà è il libro della Chiesa nella storia, cioè è il presente che va colto anche in modo simbolico. Il libro termina con i bellissimi e struggenti versetti: «Lo Spirito e la sposa dicono: “Vieni!”. E chi ascolta, ripeta: “Vieni!”. Chi ha sete, venga; chi vuole, prenda gratuitamente l’acqua della vita. (...) Colui che attesta queste cose dice: “Sì, vengo presto!”. Amen. Vieni, Signore Gesù» (Ap 22,17 e 20). Versetti che ci ricordano cosa devono essere le nostre liturgie: un incessante invito al Signore Gesù di venire a ricolmarci della sua Grazia nel nostro cammino verso il Regno dei Cieli. Tempo della Chiesa: fede in tempi difficili È interessante osservare come san Luca e san Giovanni abbiano scritto sia un libro sulla vita di Cristo sia un libro su cosa succede dopo, cioè sulla vita della Chiesa. Essa infatti è il corpo mistico di Cristo: quello che possiamo vedere adesso. Don Gino |