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Il presepio è una grande scena d’amore: il Figlio di Dio viene dal cielo per noi, s’incarna per opera dello Spirito Santo e nasce da Maria Vergine: tutto per ridarci la grazia, il paradiso. (Beato Don G. Alberione)


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DA DON GINO
2025 - 2026



Auguri 2025

don Boguslaw Zeman

Vicario generale della Società San Paolo

 


 

 


VENITE, ADOREMUS

Carissime Annunziatine,

a Natale celebriamo il mistero di tenerezza dell’infinito amore di Dio, che si fa bambino affinché ci avviciniamo a Lui senza timore. L’amore scaccia il timore (cfr. 1Gv 4,18), per questo ci facciamo vicini alla Madre del Divino Amore affinché anche noi possiamo adorarLo. Nella liturgia di Natale troviamo cinque adorazioni che ci mostrano differenti e progressivi modi di accostarci al Signore ed adorarlo, cioè riconoscere la sua divinità redentrice: Magi, Pastori, Angeli, Giuseppe e Maria. L’adorazione dei Magi Nel Vangelo di Matteo non si racconta della nascita di Gesù, ma che «dopo che Gesù nacque a Betlemme di Giudea...» arrivano a Gerusalemme i Magi (che rappresentano le genti). Essi affermano: «Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo». Hanno chiaro desiderio di riconoscere la sua grandezza (cioè adorarlo) ma senza le Scritture non lo sanno riconoscere. Così è anche per noi: abbiamo necessità di scrutare e farci annunciare quanto dicono le Scritture per riconoscere chi è veramente il Cristo. Per questo arriviamo a Natale col Tempo di Avvento nel quale ci viene narrato come riconoscere il Signore. Anche se poi rimane sempre lo stupore di come Dio realizza le sue promesse. «Ed ecco, la stella... si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino ... Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni...» (Mt 2,9-11). Questa adorazione ci insegna come tutti gli uomini di “buona volontà” desiderano riconoscere e dare il giusto culto a Dio, ma senza la conoscenza delle Sante Scritture non si può giungere ad adorare il Signore. Inoltre non lo si può trovare se non si entra dove Egli abita, cioè nella Chiesa. Il segno per riconoscere dove abita è l’espressione: “con Maria sua madre”. Infatti la nostra adorazione non sarebbe tale, se non fosse in comunione con la Chiesa e con Maria, che è anche madre nostra.

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Queste Antifone sono la preghiera che ci prepara al Natale; ci donano la certezza che sorgerà l'Emmanuele, il Dio-con-noi: egli sarà per noi re, guida,
luce e chiave per l'ingresso nel Regno di Dio

16 dicembre: «Ecco verrà il Re, il Signore della terra, che toglierà il giogo della nostra schiavitù».Il Figlio di Dio si fa figlio dell’uomo per restituire dignità e libertà a chi lo segue. Letture: Genesi 3,1-4Romani 1,18-26.
17 dicembre: «O Sapienza, che esci dalla bocca dell’Altissimo, ti estendi ai confini del mondo e tutto disponi con soavità e forza, vieni, insegnaci la via della saggezza ». Ci rivolgiamo a Cristo perché ci conduca fino al totale rinnovamento del mondo nel giorno del giudizio. Letture: Genesi 3,14-20Romani 5,12-21.
18 dicembre: «O Signore, guida della casa d’Israele, che sei apparso a Mosè nel fuoco del roveto e sul monte Sinai gli hai dato la legge, vieni a liberarci con braccio potente». Colui che sta per venire è il Messia, ed è anche colui che viene a ridare la vita al suo popolo. Letture: Genesi 17,15-23Romani 4,13-23.
19 dicembre: «O Germoglio di Iesse, che ti innalzi come segno per i popoli. Tacciano davanti a te i re della terra e le nazioni ti invochino: vieni a liberarci, non tardare ». Il profeta Isaia vede il Messia che si innalza come “segno per i popoli”. Egli porterà la giustizia e la pace. Letture: Deuteronomio 15,13-20Atti 3,17-26.
20 dicembre: «O Chiave di Davide, scettro della casa d’Israele, che apri, e nessuno può chiudere, chiudi e nessuno può aprire, vieni, libera l’uomo prigioniero, che giace nelle tenebre e nell’ombra di morte». Al Messia spetta il compito di aprire la porta del regno o di chiuderla. Noi lo chiamiamo: vieni a liberarci. Letture: Isaia 28,14-20Romani 10,5-11.
21 dicembre: «O Astro che sorgi, splendore della luce eterna, sole di giustizia, vieni, illumina chi giace nelle tenebre e nell’ombra di morte». È l’immagine del ritorno di Cristo alla fine dei tempi, quando lo splendore della sua luce avrà vinto le tenebre che ancora offuscano le anime e i cuori. Letture: 1Samuele 2,1-10Luca 1,26-38.
22 dicembre: «O Re delle genti, atteso da tutte le nazioni, pietra angolare che riunisci i popoli in uno, vieni e salva l’uomo formato dalla terra». La Chiesa chiede a Cristo di venire a salvare l’uomo che Dio aveva modellato a sua immagine, ma che il peccato aveva rovinato. Letture: Isaia 9,1-6Luca 1,39-45.
23 dicembre: «O Emmanuele, nostro re e legislatore, speranza e salvezza dei popoli, vieni a salvarci, o Signore nostro Dio». Il nostro vero legislatore è Cristo che ci ha liberati dal giogo della Legge. Giudei e pagani riuniti lo attendono come loro re e salvatore. Letture: Isaia 7,10-16Matteo 1,18- 25.

24 dicembre: «Quando sarà sorto il sole nel cielo, vedrete il Re dei re, che procede dal Padre, come sposo che sorge dal suo riposo». Il Re, salvatore e sposo, viene da Betlemme per nutrire il suo gregge con il pane del cielo. Letture: Michea 5,1-5Luca 2,1-8.

da: La Domenica