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METAMORFOSI NECESSARIA.
RILEGGERE SAN PAOLO

 


La figura e la vicenda dell’apostolo Paolo che, come Chiesa e ancor più come Famiglia Paolina, festeggiamo alla fine del mese di giugno, merita sempre approfondimento.
È sua infatti una delle operazioni teologiche più creative e complesse di sempre: la traduzione culturale del messaggio cristiano, con l’avvento di una nuova coscienza di sé e un’appartenenza non più di sangue o etnica, ma spirituale, egualitaria, universale.
A partire dalla prima metamorfosi, quella di Paolo stesso di fronte alla luce accecante che lo disarciona da sé sulla strada di Damasco, niente sarà più come prima. Nelle sue azioni e nelle sue parole, il tessuto sociale e politico, le idee teologiche del tempo subiscono una cesura, un’interruzione, e si impone la necessità di mettersi in cammino per reinventare il modo di vivere, di pensare, di agire. E non vale allora la pena di conoscerlo meglio questo ebreo-romano catturato dal Cristo, questo inventore della letteratura cristiana, questo infaticabile pellegrino costruttore di comunità?

JOSÉ TOLENTINO MENDONÇA, ci dice di sì e nel suo ultimo libro “Metamorfosi necessaria. Rileggere san Paolo” edito da Vita e Pensiero, ci propone un ritratto efficace di Paolo.
Un esempio e uno stimolo per ripensarci anche oggi. Per aprire la breccia di una metamorfosi necessaria a partire dalla quale riformulare una grammatica del credere. Per dar vita a una comunione di fede concreta, mai astratta, sinodale nella molteplicità dei doni e dei carismi, per essere sempre, come ci dice Tolentino, in “stato di ripartenza”.

Rosaria G.