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Il mattino di Pasqua si apre con l’annuncio gioioso della Risurrezione alle donne che si recano al sepolcro con i loro profumi. In particolare a Maria Maddalena nella sua incessante e amorevole ricerca del suo Signore.
Così il filo rosa della presenza femminile si stende per tutta la Bibbia. Erroneamente forse pensiamo che le donne nella Bibbia ricoprono un ruolo marginale. In realtà è esattamente il contrario, perché esse rappresentano il grande fondale “affidabile” dentro cui la storia della salvezza è resa davvero possibile.
È quanto ci propone Luigi Maria Epicoco, nel suo ultimo libro “Le affidabili”, della TAU Editrice.
In un mondo storico come il nostro in cui ci interroghiamo molto spesso su quale ruolo le donne debbano avere nella Chiesa, dovremmo forse rivolgerci proprio alla Parola di Dio per accorgerci che esse non solo hanno ben diritto ad essere parte attiva nella vita della Chiesa ma che il loro contributo è già abbastanza evidente in tutta la sua storia, a partire dalle molte sante che sono state figure chiavi in passaggi storici difficili.
Nell’Antico Testamento incontriamo Tamar, Racab, Ruth e Giuditta, nel Nuovo alcune protagoniste di indimenticabili dialoghi con Gesù.
Nell’incontro con la Samaritana al pozzo, alcuni esegeti hanno identificato i 6 mariti con altrettanti atteggiamenti: il cibo, il sesso, il sapere, l’arte, l’angoscia e la legge. Atteggiamenti in cui non facciamo fatica a riconoscerci e allora questa donna Samaritana altro non è che la Chiesa finalmente convertita.
Lanciata nell’annuncio, più capace di sviluppare relazioni che, non soltanto fanno vivere da persone libere, ma che liberano anche gli altri.
Rosaria G. |