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VIVERE DIO “QUI” E “ORA”

 

L’invisibile è una caratteristica propria della realtà. La vita stessa è mistero, perché le sue trame non le conosciamo fino in fondo, nonostante tutte le nostre analisi e le nostre sintesi. La realtà mantiene un segreto che la ragione può percepire solo se si affida umilmente a quel sentire profondo, e anch’esso segreto e nascosto, dell’anima-corporea. Così è anche per la mistica. Per questo quando si vuol dire qualcosa sulla mistica si cerca di partire dall’esperienza di uomini e donne che hanno lasciato tracce di luce nel cammino confuso e a volte oscuro della storia. Nel libro delle Paoline Editoriale Libri “Vivere qui e ora” Wanda Tommasi, docente di Filosofia all’Università di Verona, ci presenta la sapienza mistica di alcune autrici del nostro tempo: Etty Hillesum, Simone Weil, Cristina Campo, Adrianne von Speyr, Madeleine Delbrel e Antonella Lumini.
Proprio ora, in un’epoca segnata da ansia e preoccupazione per i danni inflitti al nostro pianeta, chi vive questo tempo con partecipazione e consapevolezza ha bisogno di volgere lo sguardo ai raggi di luce della mistica. Fra questi: la capacità di vivere nel qui e ora con pienezza; la disponibilità a coltivare il bene in un mondo ferito dalla violenza; il coraggio di stare presso il male senza farsene schiacciare; la consapevolezza che il nostro essere mancanti non è segno di menomazione, ma può diventare un varco per la Grazia. La preghiera allora è sempre meno convenzionale e acquista i tratti della relazione, del dialogo, dell’ascolto profondo di Dio e di sé, della poesia, dello slancio, dell’Amore. «A volte, inaspettatamente, qualcuno s’inginocchia in un angolino di me stessa: quando cammino per la strada o sto parlando con una persona. E quel qualcuno che s’ inginocchia sono io» (E. Hillesum). Nella Mistica, perdita ed essere bisognosi e carenti non sono menomazioni, ma fonti di guadagno. Quanto più ci riconosceremo mancanti, tanto più la grazia divina ci verrà donata in modo sovrabbondante. La perdita diviene guadagno quando si mantiene viva la capacità di amare, di provare nostalgia degli amici lontani, di desiderare il Bene. «Io non ho mai la sensazione che devo volgere qualcosa in bene, tutto è sempre e completamente un bene così com’è»
(E. Hillesum).

Rosaria G.