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“Per me vivere è Cristo”; “Mi ha amato e ha dato se stesso per me” (Gal 2,20).
Così è iniziata la mia storia d’amore con Gesù. Ho visto un’immagine della flagellazione nella Bibbia per bambini durante l’ora di religione e Lui è entrato con forza nella mia vita normale di bambina, a tre mesi dalla Prima Comunione.
È stato da allora che ho sentito chiara in me la chiamata ad una speciale consacrazione, ma non ci ho creduto subito data la giovanissima età. Poi, crescendo, l’amore per Gesù è maturato sotto l’impulso della Grazia e di un pensiero che si faceva sempre più preghiera, in un ambiente normalissimo come era quello della mia famiglia, credente ma non troppo.
Negli anni dell’infanzia e dell’adolescenza ho sempre frequentato la parrocchia, inserendomi nel catechismo, nell’ACR e in vari gruppi giovanili.
Pian piano poi si è fatto strada sempre più in me anche il desiderio di conoscere meglio la mia fede e il Signore per meglio amarLo e farLo amare, così mentre mi impegnavo con passione e amore come catechista per le Comunioni, ho maturato confrontandomi con i padri spirituali, anche la scelta della facoltà universitaria: così mi sono iscritta alla Gregoriana per seguire il baccellierato e la licenza in Teologia. In quel periodo ho conosciuto tante realtà di consacrazione e congregazioni, ma non ho mai trovato il mio posto, pur sentendo sempre più forte l’invito del Signore a seguirLo.
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