Se Gesù è il centro, il Vangelo della salvezza deve diffondersi sino ai confini più lontani. La Parola di salvezza, secondo il comando di Cristo, deve essere annunciata e giungere fino ai confini del mondo (lì dove la “bestia” ha il suo trono, come dice Giovanni nell’Apocalisse).Infatti non esiste un limite per chi evangelizza (né geografico, né morale, né temporale, né di altro tipo). Sempre si deve portare il messaggio della salvezza a tutti gli uomini, in qualsiasi situazione storica.
Tutto è per grazia della potenza di Dio e dello Spirito che opera nella nostra miseria, come ha fatto con i primi Apostoli, con san Paolo ed ancora oggi.
Paolo missionario impaziente
Nelle pagine del “caro medico Luca” (1Col 4,14) la figura di Paolo ha tutto un cammino di crescita personale e spirituale: da nemico furioso e zelante della Legge mosaica a neofita pieno di zelo, pieno di propositi... e che raccoglie tanti smacchi. Fino a diventare, dopo lunghi anni e tante peripezie, paterno e paziente testimone della misericordia di Dio. In catene... ma sempre pronto a testimoniare Cristo a chiunque lo desideri.
Saulo appena convertito e battezzato, era proprio un bel tipo: appassionato, coinvolgente... ed anche insopportabile.
Spesso i giovani e i neofiti sono infiammati di tanto zelo e molto meno di carità, così rovinano le buone intenzioni con modi bruschi e indelicati. Non basta dire la verità, bisogna anche presentarla in modo delicato e attraente, senza orgoglio. Ma ci vuole tempo per impararlo, ci vuole una intera vita a convertirsi! Veramente occorre vivere in continua conversione.
La “conversione” dura una vita intera
Paolo è “atterrato” in un attimo da Cristo sulla via di Damasco, ma ha avuto bisogno di tutta la vita per addomesticare il suo carattere (per me è la sua “spina nella carne”).
Dio tocca il nostro cuore in un attimo, illumina l’intelletto in un istante, poi a noi non basta una vita per lasciarci “convertire” nella nostra umanità fino in fondo. Perché la grazia chiede di rimodellare tutta la nostra esistenza, ma vuole il nostro sforzo quotidiano, chiede la nostra continua libera adesione alla grazia. Un sì sempre da rinnovare ogni momento della vita.
Il giovane Saulo, dopo essere stato illuminato sulla via di Damasco – con i tre giorni di buio e quindi l’intervento di Anania e finalmente il suo battesimo – subito pensa di non aver bisogno di altro per evangelizzare... e imbrocca tutta una serie di fallimenti.
Si trova costretto a ritirarsi nel deserto... altro che convertire gli altri! Dovrà aspettare che Barnaba lo chiami per realizzare il disegno di Dio. Dio non ha cambiato il suo progetto, ma anche per Saulo la Grazia e la Volontà divina passano attraverso gli uomini. Anania che aveva paura di Saulo, Barnaba uomo paziente che finirà per litigare con Saulo...
Eppure Dio si serve degli uomini per portare avanti i suoi disegni. Coloro che imparano a fidarsi di Lui.
Paolo deve imparare che: «Ti basta la mia grazia» (2Cor 12,9). È un mistero il percorso che Saulo deve fare prima di essere veramente adatto ad evangelizzare.
Ci vuole tutta la vita per “adeguarsi” al Vangelo, tuttavia si inizia ad evangelizzare quando ancora non si è pronti: si impara evangelizzando.
Prima di diventare l’Apostolo delle Genti deve far tesoro di molte cose: Paolo deve imparare che i tempi di Dio sono diversi dai nostri, e se ci fa aspettare, spesso è perché noi non siamo ancora pronti per i suoi disegni.
Non abbiamo ancora capito fino in fondo quanto è nuovo quel Vangelo che dobbiamo annunciare sino ai confini del mondo.
è importante anche il modo in cui si parla, conta il nostro cuore che deve essere purificato da tutto ciò che non è di Gesù, fino a quando la nostra volontà deve divenire una con quella di Dio.
Don Gino
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