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AD ALBA NEL 50° DELLA MORTE
DEL BEATO ALBERIONE




Domenica 28 novembre, in occasione della Celebrazione del 50° della morte del beato Giacomo Alberione, la Comunità Paolina di Alba ha festeggiato i Giubilei di alcuni sacerdoti della Famiglia Paolina nel Tempio San Paolo.
La giornata è stata ben organizzata con momenti di spiritualità e con un convegno dal titolo “Don Giacomo Alberione imprenditore di Dio.”
Durante la Santa Messa, presieduta dal vescovo di Alba, mons. Marco Brunetti, si sono ricordati i Giubilei di alcuni sacerdoti Paolini e tra questi il 60° di don Bruno Gonella (nostro assistente a Torino), il 50° di don Innocenzo Dante, don Angelo Rodari, e il 25° di don Filippo Rappa, oltre ad alcuni fratelli della Famiglia Paolina.
Dopo un momento di convivialità con don Bruno, ci siamo spostate nel Palatenda vicino al Tempio dove abbiamo partecipato al

convegno organizzato da Confindustria di Cuneo. A questo momento hanno preso parte autorità civili, economiche e religiose del territorio.
Il primo relatore, lo storico Gianfranco Maggi ha ripercorso la biografia dell’Alberione come imprenditore da Alba nel mondo. Ha sottolineato come partendo con poche risorse è riuscito a raggiungere i suoi obiettivi con le possibilità che l’imprenditorialità di allora gli offriva.
Ha ricordato come nei primi anni i Paolini per essere autosufficienti e raggiungere gli obiettivi prefissati avessero nella loro casa tutto ciò che occorreva, una fornace per i mattoni, un mulino, una cartiera, tutto nato dal suo spirito imprenditoriale e lungimirante.
Il secondo intervento dell’economista Stefano Zamagni, ha sviluppato la figura di don Alberione nel contesto economico del ’900. Ha sottolineato come l’imprenditore è un soggetto che ha una visione del futuro, ha una bussola che gli dà una direzione. È uno che decide guidato dalla saggezza e dal coraggio; noi possiamo aggiungere dalla mano di Dio.
Ha dimostrato di conoscere benissimo tutta la vita del Fondatore, che iniziava le sue attività mandando i suoi figli nel mondo a fondare nuove librerie senza alcuna certezza materiale, solo sulla sua parola.
Don Alberione ha contribuito insieme ad altri ad un’opera di trasformazione che, trascinando altre componenti della società, ha creato una prosperità economica inclusiva per tutti.
Ha concluso la sua interessante e ricca relazione sottolineando come nella Chiesa c’è bisogno di persone come don Alberione che hanno sempre cercato di avanzare per migliorare la società.
Dopo il pranzo con la Comunità ricco di tanti incontri con i sacerdoti ed i Fratelli Paolini, abbiamo avuto un momento di condivisione e di ringraziamento per la giornata trascorsa.
Ritornare nei luoghi del Fondatore dona sempre tanta gioia e spirito di famiglia che abbiamo apprezzato soprattutto dopo questo periodo di chiusura per la pandemia.

Flavia G.