convegno organizzato da Confindustria di Cuneo. A questo momento hanno preso parte autorità civili, economiche e religiose del territorio.
Il primo relatore, lo storico Gianfranco Maggi ha ripercorso la biografia dell’Alberione come imprenditore da Alba nel mondo. Ha sottolineato come partendo con poche risorse è riuscito a raggiungere i suoi obiettivi con le possibilità che l’imprenditorialità di allora gli offriva.
Ha ricordato come nei primi anni i Paolini per essere autosufficienti e raggiungere gli obiettivi prefissati avessero nella loro casa tutto ciò che occorreva, una fornace per i mattoni, un mulino, una cartiera, tutto nato dal suo spirito imprenditoriale e lungimirante.
Il secondo intervento dell’economista Stefano Zamagni, ha sviluppato la figura di don Alberione nel contesto economico del ’900. Ha sottolineato come l’imprenditore è un soggetto che ha una visione del futuro, ha una bussola che gli dà una direzione. È uno che decide guidato dalla saggezza e dal coraggio; noi possiamo aggiungere dalla mano di Dio.
Ha dimostrato di conoscere benissimo tutta la vita del Fondatore, che iniziava le sue attività mandando i suoi figli nel mondo a fondare nuove librerie senza alcuna certezza materiale, solo sulla sua parola.
Don Alberione ha contribuito insieme ad altri ad un’opera di trasformazione che, trascinando altre componenti della società, ha creato una prosperità economica inclusiva per tutti.
Ha concluso la sua interessante e ricca relazione sottolineando come nella Chiesa c’è bisogno di persone come don Alberione che hanno sempre cercato di avanzare per migliorare la società.
Dopo il pranzo con la Comunità ricco di tanti incontri con i sacerdoti ed i Fratelli Paolini, abbiamo avuto un momento di condivisione e di ringraziamento per la giornata trascorsa.
Ritornare nei luoghi del Fondatore dona sempre tanta gioia e spirito di famiglia che abbiamo apprezzato soprattutto dopo questo periodo di chiusura per la pandemia.
Flavia G.
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