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LETTERE A MARIA

 

I mesi di agosto e di settembre portano nel calendario feste Mariane significative. Novene, tridui, processioni, devozioni e poi libri, film, canti mariani: sono tanti i modi in cui la pietà popolare, da sempre, esprime il suo amore alla Madre di Gesù.
Anne Lecu, nel suo ultimo libro “A Maria” pubblicato dalla Casa editrice Queriniana, ripercorrendo l’Anno Liturgico e partendo da brani evangelici che vedono protagonista la Vergine, si intrattiene con Maria confidandole attese e interrogativi.
Si sente un po’ come una sorella lontana nel tempo, come una giovane d’adozione che da lei vuole imparare a crescere nella fede e nell’interiorità.
Le lettere che le indirizza, sono un intrattenersi con la “Benedetta fra tutte le donne”: sono mistiche e concrete, contemplative e folgoranti, adoranti e familiari, pacate e provocatorie, edificanti e gustose.
Leggendole possiamo imparare uno stile confidenziale e narrativo con cui rivolgerci a Maria. Anche noi come lei siamo chiamati a porci in una totale disposizione di ascolto e accoglienza per ricevere il figlio di Dio nella nostra esistenza. Fare della nostra vita una mangiatoia e una culla.
Lo diceva già Sant’Agostino: «Che questa nascita abbia sempre luogo, a che cosa mi serve se non si verifica dentro di me? Che abbia luogo dentro di me, è questo che importa». Incarnazione, infanzia, vita pubblica, passione ed infine Resurrezione: tutto quanto Gesù ha vissuto è stato custodito e meditato dal suo cuore materno.
Da allora lungo la storia non ha mai smesso di essere per l’umanità mediatrice di Grazie.
«Intercedi per noi, Maria, per me, per quelli che amo e per tutte le persone che contano su di te e ti pregano risolutamente, poveramente, come un amico parla al suo amico. Insegnaci a credere che la supplica è un’arma più potente di qualsiasi altra per cambiare il corso degli eventi».

Rosaria G.