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MARIA IN S. JOHN HENRY NEWMAN

 

Uno dei grandi nomi del XIX secolo è quello di John Henry Newman. Pastore anglicano prima, poi sacerdote cattolico e da ultimo Cardinale della Chiesa di Roma. Lui stesso scriverà: «Fu come rientrare nel porto dopo una burrasca in mare», la chiesa di Roma era la Chiesa dei Padri, la vera Chiesa di Cristo. Dopo il cardinalato confidò ad un amico: «Ho sempre cercato di lasciare la mia causa nelle mani di Dio e di essere paziente... ed Egli non mi ha dimenticato». Il Signore lo chiamò l’11 agosto 1890 a ricevere l’indicibile ricompensa riservata a coloro che hanno sacrificato tutto per la verità e l’amore di Cristo. Beatificato il 19 settembre 2010 da Papa Benedetto XVI è stato proclamato Santo il 13 ottobre del 2019 da Papa Francesco.

Il potere di intercessione di Maria


Dal suo insegnamento sulla Vergine, molto accurato ed equilibrato, basato soprattutto sulle Scritture e sui Padri della Chiesa, ne deriva la comprensione della dottrina dell’Immacolata Concezione, l’importanza della divina maternità di Maria per la salvaguardia dell’Incarnazione e il suo originale contributo nel distinguere tra dottrina e devozione. Per la divina maternità di Maria grande rilievo San Newman l’attribuisce al potere di intercessione di Maria.
Questo potere deriva da due verità: la prima, che «è cosa buona e utile», come afferma il Concilio di Trento «invocare con suppliche i santi e ricorrere alle loro preghiere»; la seconda, che la Vergine Maria è particolarmente cara al suo Figlio ed elevata ad una santità e gloria singolari.

Al primo apparire del cristianesimo uno dei suoi punti più sorprendenti era il fatto che la preghiera costituisse una parte così vitale della sua essenza e che nonostante i cristiani fossero sparsi in tutto il mondo essi tuttavia trovassero nella pratica dell’intercessione vicendevole il sollievo di un rapporto spirituale reciproco e un reale vincolo di unione. È la preghiera la pietra su cui è fondata la Chiesa. Infatti sin dal suo inizio, per dieci giorni tutti gli apostoli: «perseveravano con un unico spirito nella preghiera e nella supplica, con le donne e Maria Madre di Gesù e i fratelli di Lui».
Poi in occasione della Pentecoste «essi si trovarono con un unico spirito in un unico luogo» e di quelli che si convertirono è detto che erano «perseveranti nella preghiera». L’intercessione è perciò un principio basilare nella Chiesa.
Questa verità ci è dato di coglierla anche in altre parole della Scrittura. Le parole dell’uomo nato cieco esprimono il comune senso naturale: «Se un uomo adora Dio egli lo ascolta». E gli apostoli lo confermano: «La preghiera del giusto conta molto» e «Qualunque cosa chiediamo la riceviamo perché adempiamo ai suoi comandi».
Tornando alla Vergine Maria: i cattolici insegnano forse qualcosa di più grande di tutto questo? Se Abramo, non ancora innalzato al cielo, aveva cura di Lazzaro, sarebbe un’offesa affermare la stessa cosa di Colei che non fu soltanto, come Abramo, amico di Dio, ma proprio la Madre di Dio?
Se in una occasione il Signore sembra rifiutarsi a sua Madre che gli faceva presente che agli ospiti della festa dello sposalizio mancava il vino, è ovvio notare che dicendo che lei allora era separata da lui (“Che ho io da fare con te”)perché la sua ora non era ancora arrivata, egli intendeva dire che quando quell’ora fosse arrivata questa separazione avrebbe avuto termine. Di più, per sua intercessione, Egli operò effettivamente il miracolo al quale si riferivano le sue parole.
Newman reputa impossibile perciò che coloro che credono che la Chiesa sia un unico grande corpo in cielo e sulla terra, nella quale ogni santa creatura di Dio ha la sua posizione, e la cui preghiera costituisce la sua vita, una volta riconosciuta la santità e la dignità della Vergine, non percepiscano immediatamente come sua missione in cielo sia una incessante intercessione per i fedeli militanti, e come la nostra stessa relazione con Lei sia quella di “clienti” nei riguardi di un “protettore” e come, perdurando l’eterna inimicizia tra la Donna e il serpente, mentre la forza del serpente è nell’essere tentatore, l’arma secondo la Madre di Dio sia la preghiera.
Quando perciò queste idee sulla santità e dignità della Vergine vennero gradualmente assorbite dallo spirito della cristianità, l’idea del suo potere di intercessione le seguì da vicino e vi si aggiunse.


Dotata di tutta la perfezione creata


Maria è assolutamente la prima fra gli esseri incarnati, essendo dotata di tutta la perfezione creata dal suo divin Figlio, ma a Lui solo è riservato il titolo di Sapienza Incarnata. Cristo è il primogenito per natura, la Vergine invece si trova in un ordine meno sublime, cioè nell’ordine dell’adozione. E se a Lei è attribuita l’onnipotenza, si tratta di un’onnipotenza partecipata (dato che lei e con lei tutti i santi hanno solo per partecipazione la figliolanza, la divinità, la gloria, la santità e la venerazione), ed è spiegata con le parole «Quello che Dio può con autorità, tu lo puoi, o Vergine con la preghiera».
Alla santa Vergine viene perciò assegnata una missione speciale, speciale rispetto a quella di tutti gli altri santi; e la si distingue con la massima precisione da quella assegnata al Signore. E così ci viene detto che Ella è stata fatta «arbitra di ogni effetto che ci viene dalla misericordia di Dio». Dal momento che Maria è la Madre di Dio, si afferma che la salvezza del mondo è data alle sue preghiere “de congruo” (per convenienza), ma “de condigno” (per merito) essa è dovuta al sangue del Redentore.
Il merito è attribuito a Cristo, la preghiera a Maria. Il tutto si può esprimere con le parole: «Unica mia speranza Gesù, e dopo Gesù, la Vergine Maria».
L’appellativo “Aiuto dei cristiani”, infatti, si riferisce a numerosi interventi della Madre tra i fedeli.
Il primo si riferisce alla istituzione della devozione del santo Rosario ad opera di san Domenico, e l’occasione si ebbe quando, con l’aiuto della Santa Vergine, questo santo riuscì a bloccare e a rovesciare la tremenda eresia degli Albigesi nel sud della Francia.
Il secondo intervento si riferisce alla mirabile vittoria riportata dalla flotta cristiana sul potente sultano turco, in risposta alla preghiera di Papa san Pio V e di tutte le associazioni del Santo Rosario sparse un po’ in tutto il mondo cristiano; a perenne memoria di questa meravigliosa grazia quel Papa inserì il titolo Auxilium Christianorum nelle litanie della Madonna.
E gli interventi di Maria nella storia non si finiscono di contare!
Perciò Ella è per eccellenza l’Avvocata della Chiesa. Newman si affretta ad annotare che c’è una differenza sostanziale fra l’intercessione e l’opera redentrice per la remissione dei peccati. Fu solo Cristo a redimerci mediante il mistero pasquale; anche sua Madre fu redenta, pur se in modo unico, preservata dal peccato per virtù dei meriti futuri del suo Figlio. La preghiera di richiesta di Maria è in effetti dello stesso tipo della nostra: «non diversa da noi se non per il grado e la perfezione».
Il suo modo di supplicare è per noi un modello: ella è il più grande esempio umano di quel dono conferito da Dio alle creature per mezzo del quale esse possono implorarlo per gli altri perché conceda le sue grazie e le sue benedizioni.


Fiducia nell’intercessione a Maria

San Newman stesso non esitava a ricorrere all’intercessione della Vergine. Nelle lettere ai suoi figli spirituali li esorta a fare fiduciosamente ricorso alla Vergine Maria. Come nel caso di Miss Holmes, scoraggiata per le proprie imperfezioni e per il proprio scarso fervore che le sembrava impossibile superare, dice: «Mettetevi sempre e interamente nelle mani di Maria. Ella vi curerà e vi accompagnerà. Veglierà su di voi come una mamma che veglia un bimbo malato».
San Newman aveva una profonda fiducia nella preghiera di Maria e la considerava onnipotente a motivo della forza della sua intercessione. In una delle meditazioni annota: «Nessuno può avvicinare l’Onnipotente come lo può la madre; nessuno ha i suoi meriti. Il Figlio nulla le negherà di quello che lei chiede: qui sta il suo potere».
Così nella vita e nell’insegnamento di San Newman Maria Madre di Cristo è esaltata come il più grande esempio del potere della preghiera, è considerata come una persona che, mediante la sua santità, la sua adesione alla volontà divina e la sua vicinanza a Dio, è la più grande avvocata del genere umano davanti al trono di Dio e testimonianza luminosa del valore dell’intercessione in un mondo che ha voltato le spalle alla provvidenza e che nega ogni legame diretto fra questa vita sulla terra e quella futura in cielo.


Giovanna M.