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SAN GIUSEPPE.
GLI OCCHI DEL CUORE
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Citato da Papa Francesco nella lettera apostolica Patris Corde, il romanzo L’ombra del Padre di Dobraczynski, rimane l’opera letteraria per eccellenza sulla figura di San Giuseppe degli ultimi decenni. Pubblicato a Varsavia nel 1977, in Italia è ormai giunto alla ventunesima edizione (edito da) Morcelliana. Tra le innumerevoli pubblicazioni, uscite in occasione dell’anno a lui dedicato, segnaliamo “San Giuseppe. Gli occhi del cuore” di Margarita Saldana Mostajo, una consacrata della Fraternità delle Piccole Sorelle di Charles de Foucauld. La vita di Giuseppe può assomigliare alla nostra esistenza: grigia e anonima per la maggiore parte del tempo, eppure essenziale all’arazzo multicolore della storia della salvezza. Incerta, senza sentieri tracciati, ma solidamente fondata sulla fiducia di una Presenza. Giuseppe, protagonista suo malgrado, ci invita ad abbandonare i punti di riferimento già noti per guardare alla realtà con uno sguardo più profondo, con uno sguardo interiore. Ci insegna a chiudere gli occhi e ad aprirli in modo diverso. Invocato per secoli come protettore e guida, Giuseppe continua a custodire anche oggi un messaggio prezioso e bellissimo, una buona notizia per questo mondo angosciato e sofferente. Questo tempo scosso dalla pandemia sembra un tempo senza indice, proprio come la vita di Giuseppe che avanza seguendo il ritmo dei sogni e dell’abbandono alla Divina Provvidenza, in una laboriosità silenziosa, fedele e operosa. Uomo che accoglie la paternità nei confronti di Gesù con la totalità della sua responsabilità. Nel corso degli anni, Giuseppe porta fedelmente a termine il compito che l’angelo gli ha affidato in sogno: “Prendi con te il Bambino e sua Madre”. Giuseppe anticipa il nuovo tipo di rapporti che vi saranno nel Regno, non basati su legami di sangue ma sui vincoli tessuti da tutti coloro che cercano veramente Dio e la sua volontà. Con il suo modo di educare Gesù, Giuseppe ci ispira una maniera di prenderci cura delle persone senza diventarne signori e padroni, di accompagnarle mettendo al primo posto il bene dell’altro e la sua crescita, prima della nostra sicurezza personale e della nostra soddisfazione. Rosaria G. |