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LE MISSIONI

«Le missioni sono la continuazione dell’opera degli Apostoli e specialmente la continuazione dell’opera di S. Paolo». Per questo il Beato Alberione nella meditazione che segue invita tutti ad accendere il cuore per le tante anime che in tutto il mondo attendono la Verità (Alle Figlie di S. Paolo, 1933, Vol. II, pp. 219-224).

In questo primo venerdì del mese noi chiediamo al Cuore di Gesù queste due grazie: l’amore di Dio e l’amore delle anime che sono, in realtà, un’unica carità. Il Cuore di Gesù è venuto a portare il fuoco sulla terra e non ha altro desiderio se non che questo fuoco sia acceso. Per i meriti della sua passione si degni di accendere questa divina fiamma nel nostro cuore, questa divina fiamma per Iddio e la sua gloria, per le anime e la loro pace. Il programma della nostra vita gli angeli possono scriverlo e cantarlo: «Gloria a Dio e pace agli uomini» (cfr. Lc 2,14), e allora noi rassomiglieremo davvero a Gesù Cristo nelle nostre intenzioni, nelle nostre aspirazioni, in tutto lo sviluppo della nostra vita: spirito, studio, apostolato, povertà. Beato colui che il giorno del giudizio sarà trovato simile a Gesù Cristo, sarà immagine del Figlio di Dio che piacque in tutto al Padre. Stamattina dobbiamo considerare gli ordini religiosi che si sono consecrati alle missioni fra gli infedeli. Dobbiamo vedere: 1) che cosa sono le missioni; 2) l’esercito dei missionari, esercito che milita nelle trincee avanzate della Chiesa; 3) che cosa noi stessi dobbiamo imparare e imitare.

1. Che cosa sono le missioni. Le missioni sono un mandato, il «mandatum novum» nel suo più alto senso: «Vi do un comandamento nuovo, che vi amiate» (cfr. Gv 13,34), e «Nessuno ama di più il suo prossimo di colui che consacra tutto, dà tutta la sua vita per le anime» (cfr. Gv 15,13). Perciò Gesù Cristo ha detto ancora: «Come il Padre ha mandato me, così io mando voi: Sicut misit me Pater, et ego mitto vos» (cfr. Gv 20,21). Ecco, la missione! È un mandare anime a salvare anime. Come il Figlio di Dio discese dal cielo per cercare le nostre anime, così egli disse: Voi dovete partire da me e andare a cercare altre anime. «Mitte nos» (cfr. Is 6,8:

«Manda noi»): missione, incarico di predicare, incarico di amministrare i sacramenti, incarico di insegnare tutto quello che Gesù aveva insegnato. «Predicate il Vangelo ad ogni creatura» (cfr. Mc 16,15), «battezzatele nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnate loro ad osservare quello che io vi ho comandato» (cfr. Mt 28,19-20). Ecco le missioni! E come gli Apostoli sono partiti dai piedi di Gesù, sono partiti dal cenacolo o meglio da quel luogo benedetto dove ricevettero lo Spirito Santo, così tutti gli apostoli e tutti i missionari dei secoli seguenti, sono partiti e partono dai piedi del vicario di Gesù Cristo, il Papa. Roma è il centro della cristianità. A Roma vi è il Papa, vicario di Gesù Cristo che continua a mandarli, in ogni tempo, in ogni secolo, in ogni regione, in tutto il mondo. Non a una o a due città, ma al mondo intero perché si compia il desiderio di Gesù Cristo: «Un solo pastore universale, un solo gregge docile ai comandi di questo pastore, un gregge che si lasci condurre ai pascoli salutari» (cfr. Gv 10,11-16). Perciò le missioni sono la continuazione dell’opera degli Apostoli e specialmente la continuazione dell’opera di S. Paolo. Gli Apostoli, quando Gesù salì al cielo, si divisero il mondo per evangelizzarlo; particolarmente questa missione fu esercitata da S. Paolo che ebbe una parte vastissima del mondo: evangelizzare i gentili. Egli è chiamato per questo l’Apostolo dei gentili, «doctor gentium, apostolus Christi» (cfr. 1Tm 2,7; 1,1:
«Dottore delle genti, apostolo di Cristo» [Vulgata]). Tutti i missionari mirano a S. Paolo e riconoscono in lui un modello e il maestro di ogni missione.
2. Ai nostri giorni l’opera delle missioni va prendendo slancio ammirabile. I primi tre secoli della Chiesa hanno dato missionari zelantissimi: dopo gli Apostoli, tanti sacerdoti e tanti anche non sacerdoti spandevano, propagandavano la fede cristiana, infatti gli stessi soldati, gli stessi commercianti, andando di luogo in luogo, portavano la notizia del Vangelo. Dopo venne il secondo periodo delle missioni tra i barbari, tra i popoli del nord-est dell’Europa che diede frutti meno abbondanti, ma specialmente abbiamo avuto un rallentamento delle missioni nel periodo che va dal secolo XII al secolo XVI. Non che in quel periodo siano mancati i missionari, tutt’altro, piuttosto i missionari hanno trovato difficoltà grandissime. D’altra parte la Chiesa tutta intenta a lottare contro ogni sorta di difficoltà nei luoghi già cristiani, meno poteva attendere all’opera di espansione. Ma dal secolo XVI, quando Lutero [1483-1546, teologo tedesco, monaco agostiniano, diede origine al luteranesimo e al movimento della Riforma protestante] cercò di allontanare dalla Chiesa nazioni civili e cristiane, la Chiesa sentì il bisogno di rivolgersi ad altre anime, quasi a prendere il posto di coloro che si erano allontanati dal suo seno. E perciò da allora in tante anime si riaccese l’ardore per le missioni: francescani e domenicani, gesuiti e carmelitani, i servi di Maria e tanti altri ordini e istituzioni religiose si diedero a questo apostolato tanto bello e così santo. Sarebbe bene adesso conoscere lo stato attuale delle missioni fra gli infedeli (...) [Ndr: nel testo seguono le statistiche del 1933]. Ma intanto il Cuore di Gesù questa mattina ci fa sentire la voce: «Messis quidem multa, operarii autem pauci» (cfr. Mt 9,37: «La messe è molta, ma gli operai sono pochi »), la messe è ancora immensamente superiore, immensamente sproporzionata al numero degli operai. Se si pensa che nella sola Asia i pagani sono più di nove decimi della popolazione, cosa dovremmo concludere? Dovremmo concludere che dopo diciannove secoli dalla redenzione, molti non hanno ancora sentito la parola del Vangelo, della redenzione, sono ancora nelle tenebre di morte, nell’ignoranza più miserabile.
3. Quali sono adunque i nostri doveri?
1) Scrivere delle missioni. Bisogna che noi scriviamo delle missioni affinché si suscitino vocazioni, aumenti il personale, affinché sorgano anime che formino un esercito orante in aiuto dell’esercito vivente. Scrivere perché si moltiplichino le offerte. Quale grido viene dalle regioni pagane del mondo! È il grido di tanti cuori, ma sempre uguale: Mandateci soccorsi, mandateci missionari. Tanto più in questi anni così critici deve essere più grande la nostra fede perché la misericordia di Dio si manifesta maggiormente quando mancano i mezzi umani; allora interviene più direttamente Iddio e le cose di Dio prosperano anche di più.
2) Pregare per le missioni. Pregare per le missioni perché il Signore ce lo ha comandato: «Pregate il padrone della messe perché mandi buoni operai alla sua messe» (cfr. Mt 9,38). Chiunque ha un cuore pieno di amore di Dio, chiunque ha un cuore acceso di amore al prossimo, preghi! Sarebbe molto bene che si dedicasse un giorno alla settimana per offrire la Comunione specialmente per le missioni. Quanto piacerebbe questo al Cuore di Gesù! Non abbiamo idea di quel che sono quei bambini, figli di pagani, destinati spesso ad essere pasto dei coccodrilli, buttati via appena nati come cosa d’ingombro, sempre, si può dire, avviliti con una educazione miserabile e spesso la più abbietta. Ah, se noi vedessimo certi bambini, se noi sentissimo le descrizioni che ci vengono di là! Sono famiglie numerose d’ordinario quelle dei pagani, hanno nidiate di bimbi. Quelle anime sono care al Cuore di Gesù e Gesù le chiama perché sono anime lontane da Gesù. Quei piccoli, pure nel loro inconscio silenzio, invocano il pane del Vangelo e della verità, e non vi è chi glielo spezzi. E se questo potesse dipendere anche da noi, e se noi, per la nostra negligenza, fossimo causa a uno solo di quei piccoli che morisse spiritualmente di fame, cioè si perdesse, come risponderemmo davanti a Dio? Preghiamo adunque.
3) Inoltre accendere nel nostro cuore il fuoco per le anime. Innanzi a questo spettacolo di missionari (15.000 sacerdoti) che abbandonano il mondo e l’Europa e le comodità del vivere civile per recarsi a cercare anime, non ci scuotiamo? Non ci sentiamo quasi umiliati di essere così freddi verso il Signore? Non ci sentiamo quasi umiliati di perdere ore in bagattelle ed in sciocchezzuole? Si accenda il nostro cuore di amore verso Dio, si accenda il nostro cuore di amore verso il prossimo, e siano sante le Comunioni! Siamo tutti ardenti per la causa di Gesù Cristo. Le missioni hanno un grande bisogno di stampa. In molti luoghi, dicono i missionari, quasi solo la stampa può fare qualche cosa. Cominciamo davvero ad avere un altro ideale: non il presente ma l’eterno, non il corpo ma le anime, non il denaro o l’onore, ma la gloria di Dio e la pace degli uomini.

Beato Giacomo alberione