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TU SEI UNICO E SPECIALE

 



Come la primavera, così anche l’estate si offre a noi segnata dall’emergenza del Corona virus che, se pur allentata, prosegue non permettendoci di vivere gli Esercizi Spirituali, almeno non comunitariamente. Ma sempre siamo invitate a trovare un tempo e un luogo per stare insieme a Colui che è la Parola, a sostare ai piedi di Colui che è “l’amato del mio cuore”.
GIUSEPPE CELLI, dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini, nel libro “Tu sei unico e speciale” delle Edizioni Gribaudi, ci offre due proposte di Lectio Divina. Nella prima parte presenta l’Inno all’Amore di Dio, (Lettera ai Romani 8,31-39) in cui Paolo analizza tutte le situazioni che potrebbero far fallire il piano di salvezza di Dio. E si chiede: ci sarà mai qualcuno che può ostacolare un progetto così grandioso? Nessuno mai ci separerà dal Suo Amore, ma grazie a quello saremo sempre super vincitori contro ogni nemico e contro ogni avversità. Un inno sublime, ricco di verità, che dà gioia alla mente e al cuore, che aiuta a star bene, che ridona forza ed entusiasmo per ripartire sempre. Perché, anche se cadiamo sette volte, ci permette di rialzarci otto volte. Questo inno conquista subito per l’armonia, il ritmo e la grazia. Amore gratuito che ci avvolge da ogni parte, di sopra, di sotto e tutt’intorno. Un amore donato e mai meritato. Un amore mai conquistato, ma sempre liberamente e divinamente elargito. Le situazioni dolorose elencate sono reali, sperimentate tutte in prima persona da Paolo. Sono difficoltà reali che costituiscono la nostra via crucis di ogni giorno. Ma tutto si dissolve nella sicurezza dell’Amore “certo” del Padre/Abbà, di Dio Agape/Amore, del Dio con noi. Dio non è unicamente Colui che è, ma Colui che c’è: “Io Sono Colui che ci sono”. Nella seconda parte del libro ci immergiamo nell’Inno a Gesù, Cristo e Signore (Lettera ai Filippesi 2,6-11). Questo inno è proposto ogni sabato sera per la liturgia dei Primi Vespri, fa come da portale d’ingresso al “Dies Domini”. È il testo cristologico più alto. Per alcuni studiosi siamo di fronte a un inno eucaristico, per altri a un inno battesimale, per altri ancora è un inno di professione di fede. Esso descrive in modo stupendo quella specie di cascata dell’Amore di Dio in Cristo, che precipita fino all’ultimo livello della nostra umanità, fino alla morte dello schiavo, per poi ritornare nella sua trascendenza, nella sua dignità divina. Allora sia incessante la nostra preghiera nel nome di Gesù, fiduciosa prosegua la nostra sequela perché «tutto concorre al bene per quelli che amano di Dio» (Rm 8,28).

Rosaria G.