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NATURA DEL RIPOSO

 



Il riposo e la vacanza per don Alberione sono momenti dell’anno in cui occorre pregare con più fervore affinché possano portare «vantaggio al corpo, al cuore, allo spirito». Due sono i testi qui esposti, la prima meditazione è tratta da Anima e corpo per il Vangelo (pp. 192-193), la seconda da Prediche 1956-1957 alle Suore Pastorelle (vol. VIII, pp. 102-104).
Non violentare l’ordine divino. Il riposo è necessario all’uomo come il cibo, ed è da prendersi con le medesime intenzioni: «Per mantenerci nel servizio di Dio». Le ricreazioni sollevano, riposano il corpo e lo spirito nel corso delle occupazioni; la notte presenta il riposo per la giornata, la domenica il riposo della settimana, le ferie estive il riposo dell’annata.
Deve essere tale che costituisca davvero riposo per le fatiche sostenute, ed una preparazione per le future. Non dovrà perciò stancare né dissipare; il sollievo che si prende, invece, dovrà essere sereno, riposante, moderato, favorevole per un moderato sviluppo fisico o ad un’apertura più larga della intelligenza. Seguire le buone norme dei più stimati educatori. Non violentare la natura col fare la notte giorno e fare del giorno la notte, o col faticare così nello sport domenicale da trasformare il giorno di riposo in una violenta fatica,

e dover poi riposarsi del riposo; né eccitare talmente i nervi,i sentimenti e lafantasia con sfide appassionanti, spettacoli cinematografici, letture, conversazioni, gite, audizioni, discorsi da riportare turbamento nello spirito, agitazioni di coscienza, disorientamento nella vita. Se dopo il riposo o la ricreazione si fosse meno preparati e disposti allo studio, pietà, virtù, apostolato... non si sarebbe conseguito lo scopo. Particolarmente delicata è l’età del fanciullo. Le vacanze sono spesso la vendemmia del demonio, diceva S. Giovanni Bosco. D’altra parte è importante che la ricreazione sia movimentata, sia di utile sfogo alla vivacità del giovane, consumata in sana e socievole letizia. Bei cortili, giochi variati, canti giocondi, istruttivi spettacoli, passeggiate piacevoli, associando l’utile al dolce. Viene il detto: «Presto a letto, presto fuor di letto»; vale specialmente per chi ha qualche ufficio direttivo. Il giuoco e lo sport non possono essere né mestieri, né passioni. Sempre la ragione e lo spirito devono serenamente guidare: «Quelli che godono come se non godessero» (1Cor 7,30). Si sono formati ambienti in cui la domenica non è più il giorno del Signore, preghiera, istruzione religiosa, riposo; ma il giorno di sfrenato sollazzo e di pericoli. Al lunedì domina stanchezza e svogliatezza; si trova fatica a raccogliere i pensieri e applicare la mente allo studio e ai doveri; al venerdì la mente e la fantasia già sono orientate verso lo sport... Quando e chi potrà formare tale gioventù?

LO SPIRITO NON VA IN VACANZA

1. Sembrava, secondo il nostro piccolo modo di vedere, che la vita di don Federico († 21-6-1956) fosse ancora tanto utile per le Pastorelle, ma il Signore, quando non concede una grazia, è perché ne prepara una migliore.
2. Noi, alle volte, non ci accorgiamo neppure quando ci sono date le grazie. Quello che è certo è che nessuna preghiera fatta bene cade a vuoto.
3. Del resto si vive abbastanza quando, anche vivendo poco, si guadagna il paradiso; si vive poco invece quando, anche vecchi, non si è meritato il premio. Chi poi pecca, vive sempre troppo, perché ad ogni peccato acquista un inferno peggiore.
4. Adesso siamo entrati nella novena dei santi apostoli Pietro e Paolo. Tutto il mese è consacrato a loro, ma in particolare la novena e la festa. La grazia da chiedere è questa: «È lo spirito di apostolato». Sapersi preparare all’apostolato, compierlo come l’hanno compìto loro e sia da loro benedetto.
5. Dobbiamo andare in paradiso e là troverete Gesù buon Pastore, Maria divina Pastora e i santi apostoli Pietro e Paolo. Lassù è tutta un’altra vita, assai diversa da quella che viviamo qui; lassù è una vita beata!
6. Tante volte, quando noi vediamo mancare qualche persona buona, ci viene da pensare all’ufficio bello che avrà in cielo perché lassù Dio non ci lascia disoccupati; allora vien da dire: «aveva un ufficio ben importante da affidarle, se l’ha chiamata a Sé». Noi non possiamo immaginare quello che il Signore ha preparato per coloro che gli vogliono bene.
7. Venerare i santi apostoli. È buona cosa leggere una vita di san Pietro: ve ne sono alcune semplici che fanno tanto bene. Per me quella che mi ha fatto maggior bene è la vita di san Pietro scritta da don Bosco: è un santo che scrive la vita di un altro santo, quindi la scrive bene.
8. Dopo la festa dei santi apostoli farete anche un po’ di riposo, ma vi sono delle cose in cui non si può far vacanza. Le scuole si chiudono per riposarsi e prepararsi così a riprendere gli studi con più alacrità. Nello spirito non si deve fare vacanza.
9. Il lavoro spirituale non si ferma neppure quando uno è malato: c’è sempre da emendarsi dai difetti, da esercitarsi nelle virtù, da pregare. Esaminarsi se si è in perfetta armonia con Dio, se si accetta rassegnati la sua volontà.
10. Le preghiere sono sempre le stesse, si farà riposo nelle altre cose; del resto il solo cambiare lavoro è già riposante. Se lo studio ha stancato, si va nell’orto: tale lavoro da una parte dà riposo e dall’altra dà moto e letizia.
11. Don Bosco chiamava le vacanze la mietitura del diavolo: ci sono più tentazioni, più pericoli, più occasioni di male. Guardiamo a Maria che osservava l’unione con Dio sempre. Santificare le vacanze che avete non al modo del mondo, ma da religiose.
12. Finora di caldo non ne abbiamo avuto tanto, ma anche se viene, pensare che fa bene alle piante ed anche a noi.
13. State liete e serene. Pregate con più fervore per tener lontane le distrazioni e gli scoraggiamenti, così questi giorni vi porteranno vantaggio al corpo, al cuore, allo spirito. Ricordare: «L’anima non ha vacanza». Invocare tanto l’angelo custode.
14. Ora vi benedico. State liete e serene e con l’animo rivolto a Dio, nella vostra letizia e nei vostri slanci giovanili. Se Gesù vi darà l’intimità con Lui vi sarà di gran vantaggio. Intimità soprattutto nella visita e nella comunione con Gesù Ostia!

Beato Giacomo alberione