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LA GIOIA DEL CRISTIANO

 

Tempo Pasquale, tempo di gioia! Questo è anche il filo rosso che ritroviamo nel magistero di Papa Francesco: dalla sua prima lettera enciclica Laudato Sii all’Amoris Laetitia, dall’ Evangelii Gaudium all’esortazione sulla santità Gaudete et Exultate. Gioia che scaturisce dall’Annuncio Pasquale: «Christus Vivit!» Cristo vive, Egli è la nostra speranza e la più bella giovinezza di questo mondo. Il tema viene ampiamente affrontato dal cardinal WALTER KASPER nel suo ultimo libro "La gioia del cristiano" edito Queriniana.
Creati per la gioia, a volte percepiamo una pesantezza che ci trascina verso il basso: pessimismo, apatia, accidia, sospetto, nichilismo. Sia come singoli individui, ma anche come Chiesa e come società civile, cediamo alla tentazione di assumere questi atteggiala globalizzazione, la crisi economica, l’avvelenamento della terra, il riscaldamento globale, i fenomeni migratori mondiali. I campioni della fede biblica – da Abramo e Sara fino a Gesù, il Testimone fedele – disegnano però una traccia luminosa di speranza e di gioia attraverso la storia. Il canto di lode e di stupore sgorga fin dalle prime pagine bibliche si raccoglie nel Salterio, giunge fino ai numerosi inviti alla gioia che San Paolo rivolge alle prime comunità cristiane, sfocia negli inni cristologici, è una costante nella vita dei Santi. Una lode speciale spetta a Maria, la Madre di Dio. Nella luce delle grandi donne dell’antico Testamento, come Sara, Anna, Giuditta, Ester che di fronte a situazioni difficili apparentemente senza via d’uscita presero coraggiosamente in mano il destino del loro popolo. Maria è coinvolta fin dall’inizio nella buona novella del Vangelo. Viene salutata dall’angelo: Rallegrati! Come messaggera della gioia, entra in casa di Zaccaria ed Elisabetta. Nel Magnificat esalta la potenza del Signore e il suo spirito esulta in Dio suo Salvatore. Nella dura realtà del mondo la gioia non può accantonare tutto ciò che è pesante, ma lo vince comunque nel proprio cuore. Il ridere vittorioso e l’umorismo tranquillo possono essere l’ultima arma che ci è rimasta, un’arma che non uccide nessuno, ma che piuttosto contagia altri ad essere gioiosi. L’«Exultet» ed il «Sursum corda» ci rendano liberi e lieti nel servizio della gioia.

Rosaria G.