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RISURREZIONE

 




«Se Gesù è risuscitato, se Maria è risuscitata, anche noi risorgeremo (…). Che cosa prepariamo noi al nostro corpo?» Il Beato Giacomo Alberione ci invita a ben allenare il corpo per essere preparato ad una risurrezione gloriosa (Alle Figlie di S. Paolo 1946-1949, pp.364-366).

Nel tempo pasquale ci rallegriamo con Gesù uscito gloriosamente dal sepolcro, ma nel medesimo tempo ci rallegriamo con Maria: «Regina coeli, laetare!» («Regina del cielo, rallegrati!», antifona mariana del tempo pasquale), perché il Signore nei suoi eterni decreti ha voluto unire la Madre e il Figlio nella passione e nella glorificazione; e perciò la risurrezione di nostro Signore rende onore e gloria alla sua Madre.

Risorgendo dal sepolcro, Gesù ha dimostrato la sua divinità e perciò ha proclamato che Maria è Madre di Dio. Rallegriamoci dunque con Maria per la sua immensa dignità; d’altra parte fu così disposto che Gesù andasse al cielo e sedesse alla destra del Padre e che Maria pure risorgesse e sedesse alla destra del Figlio suo: sempre la Madre col Figlio. Se Gesù è risuscitato, se Maria è risuscitata, anche noi risorgeremo. Gesù e Maria sono primizia di quella glorificazione; è stabilito da Dio che anche il corpo abbia la sua parte di gloria che gli spetta, perché corpo e anima sono compagni nel fare il bene, come anche nel fare il male. L’anima bella ed immortale fu unita al corpo materiale, unita personalmente di modo che ne risulta l’«io» personale. Quando si vuole pregare, l’anima si decide e il corpo si inginocchia; se ci si vuole unire con Gesù, l’anima si decide e il corpo va alla Comunione a ricevere il Signore; oppure se il peccatore dice: «Non serviam!» (cfr. Ger 2,20: «Non ti servirò»), l’anima si ribella e il corpo si oppone alla legge di Dio; e allora, se l’anima e il corpo concorrono a fare il bene, la glorificazione è per entrambi; se concorrono a fare il male, il castigo sarà per entrambi eterno. Verrà il giorno in cui saremo chiamati a nuova vita. Gesù è il gran riparatore del peccato di Adamo; però non ci ha restituito l’immortalità per intero, così l’impassibilità e l’integrità; siamo quindi soggetti a molti mali e siamo mortali. L’immortalità e l’impassibilità ci verranno dati il giorno del giudizio universale. Pensiamo a come risorgeremo dal sepolcro. Da ogni parte la terra vomiterà i suoi morti, dato che quasi dappertutto vi sono cimiteri; ma quale differenza tra i buoni e i cattivi! I primi conformi a Cristo glorioso, gli

altri conformi al demonio, segnati dal peccato che porteranno al cospetto di Dio,come i buoni porteranno le virtù. Non si può pensare una cosa e desiderarla e poi dire: Solo io lo so! No, non rimarrà nascosta; tutto verrà manifestato; le cose cattive non si possono né dire né desiderare né fare, perché non si possono nascondere; e le cose buone sono da farsi e da dirsi, perché saranno di glorificazione per i buoni. Le doti del corpo glorioso. Esso sarà risplendente come il sole: le piaghe del Salvatore sono altrettanti soli. Questo splendore è il riflesso delle virtù dell’anima e risplenderà tanto quanto l’anima è stata virtuosa. I Santi vengono rappresentati con un nimbo o un’aureola intorno al capo. Se uno ha santificato il suo corpo con le virtù, la mortificazione e il lavoro, risplenderà molto e tanto più quanto avrà fatto di bene, e ricevuto bene i sacramenti. Quanto saranno gloriosi gli occhi che guardano più la pisside che le vanità del mondo, e il cuore che amerà Gesù più di tutte le persone del mondo! Quanto è bella la vostra vocazione e quanta gloria vi procurate, se saprete vivere secondo il suo spirito!
Il corpo verrà messo a parte di tutte le consolazioni dell’anima. Se il corpo verrà santificato avrà la ricompensa completa in ogni suo membro. Le gioie terrene sono un pallido riflesso delle gioie di allora. Chi ama il Signore con tutto il cuore, quanto sarà inondato di gioia in quel giorno e per tutta l’eternità! «Inebriabuntur ab ubertate domus tuae» (Sal 36,9: «Si saziano dell’abbondanza della tua casa»): soprattutto per coloro che saranno vissuti nella verginità. Che cosa prepariamo noi al nostro corpo? La ignominia del corpo brutto dei dannati o la gloria del corpo dei beati? In che cosa consiste il bene che dobbiamo volere al corpo? Nel farlo servire all’anima per farlo godere con lei. Non si conceda al corpo tutto ciò che chiede; lo si curi, lo si nutra, ma le energie vengano spese nel compimento di ciò che richiede il nostro dovere. Alcuni sono «hostes animae suae» (Tb 12,10: «nemici della propria vita»); mentre pensano di procurare al corpo tante gioie e delizie, preparano i carboni per bruciare nella eternità. Interrogatevi ora: La vostra vita è una garanzia per la risurrezione gloriosa? Amate voi stesse, preparandovi alla risurrezione gloriosa? Dite a Gesù che vi santifichi il cuore, il corpo, la lingua e tutto l’essere, perché tutto partecipi alla vostra gloria e all’aumento del vostro merito; affinché anche il corpo sia inondato dalla luce e dall’amore di Dio.

Beato Giacomo Alberione