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Gesù è il “desiderato di tutte le genti”. Questa è la prima gioiosa affermazione con cui è bello nella vita reiniziare continuamente il proprio viaggio nel Vangelo. Ed è necessario partire dalla universalità di Cristo: dal fatto cioè che le strade umane si dirigono tutte verso l’Uno, verso di Lui soltanto. Il cristiano non deve mai appropriarsi di Cristo (i cristiani sono solo di Cristo, ma Cristo non è solo dei cristiani), ed è per questo che sono tenuti alla missione, cioè a comunicarLo agli altri. Il cristiano gli appartiene consapevolmente e coltiva in cuore la gioia di scoprire che tutti gli uomini e le cose sono a Lui destinati.
ANTONIOMARIA SICARI, sacerdote e teologo, divenuto il più famoso agiografo italiano grazie ai numerosi volumi di “ritratti di Santi”, nel suo ultimo libro Restare con Cristo delle Edizioni Ares, ci propone un viaggio motivato e appassionato nelle profondità dell’Amore di Cristo. Tutti gli uomini hanno desiderato Cristo e sempre lo desidereranno, spesso senza saperlo, perché Gesù è l’Amore che si è rivelato, è l’Amore Crocifisso e Risorto, è l’Amore che pur di rimanere accanto all’uomo si è fatto Carne, Luce, Via, Parola di Verità, Pane di Vita. Non vi è, non vi è stato e non vi sarà mai alcun uomo per il quale Cristo non abbia sofferto. A seguito di questo dono di Grazia, in Lui e con Lui, noi tutti siamo diventati persone amanti. Nel percorso l’autore ci presenta numerose esperienze spirituali di santi: “da quel 2 novembre, giorno in cui celebrai la mia prima Messa i miei occhi si sono raccolti sull’ostia e sul calice dove il dramma del Golgota si è ripresentato al vivo, svelando la sua misteriosa “contemporaneità”. Ogni giorno la mia fede ha potuto riconoscere nel Pane e nel Vino consacrati il divino Viandante che un giorno si mise al fianco dei due discepoli di Emmaus per aprire loro gli occhi ed il cuore alla speranza” (San Giovanni Paolo II). Ma c’è ancora di più. C’è una liturgia del prossimo |