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ANCOR MEGLIO TACENDO

 



Come per “Elogio della vita imperfetta”, l’editrice Effatà ha pubblicato Ancor meglio tacendo, piccoli libretti che sono un condensato di riflessioni e suggerimenti, utili per affrontare il vivere quotidiano con tutti i suoi limiti. In quest’ultimo lavoro Paolo Scquizzato, appartenente alla comunità dei sacerdoti del Cottolengo, considera tempi, soggetti, meta, atteggiamenti della preghiera. La preghiera è lo spazio in cui Dio “accade” in noi, nella misura in cui concediamo spazio al suo compiersi. La preghiera è accoglienza, disponibilità a Cristo Risorto, luce che gratuitamente e immeritatamente illumina ogni uomo. La preghiera è semplice attenzione ad un Altro che nell’intimo fa crescere, dilata, espande, fa sbocciare l’umano, come il fiore che sboccia grazie alla luce che lo colpisce. La preghiera è silenzio, è rientrare in se stessi, perché vivere sempre “fuori di sé” ci fa morire spiritualmente, perché di fatto si trascura ciò che è essenziale. Come il non respirare, il non mangiare, il non dormire, conducono inesorabilmente alla morte. La preghiera è anche attenzione, è creare una disposizione interiore perché Dio possa “accadere”. È fermare i pensieri continuamente partoriti dalla nostra mente, fermare i ricordi del passato, i progetti per il futuro e vivere il presente. Perché questo è l’unico tempo di cui siamo certi! Dio non è nel passato, nel futuro, Dio semplicemente “è”. Egli accade ora. Dopo aver vissuto il Tempo della Quaresima con l’impegno di morire a noi stessi, possiamo vivere la gioia e la lode del Tempo Pasquale nell’ “oggi” della nostra storia. Lodando... annunciando... servendo… “ancor meglio tacendo”.

Rosaria G