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C’È AMOR DI DIO
SE AMIAMO IL PROSSIMO
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“Se uno avesse fatto cento volte i voti e non avesse la carità: niente giova”. Con queste parole forti Don Alberione, nella seguente meditazione, ci invita a fare dell’amore il centro della nostra vita (Alle Pie Discepole del Divin Maestro 1964 pp. 47-53). La carità assoluta, e cioè, l’amore a Dio: essere in grazia. L’amore a Dio e l’amore al prossimo, poi si aggiunge. Quindi, nel riassunto, questo: vi è la fede, vi è la speranza, vi è la carità. Ma tra le tre virtù, la maggiore è la carità (cfr. 1Cor 13,13). La carità verso Dio comincia dallo stato di grazia. Quando l’anima è in grazia di Dio, allora è unita a Dio. E l’uomo diviene figlio di Dio per la grazia; così nel battesimo; e così nella vita, chi muore al peccato, chi vive in grazia di Dio, ecco, allora c’è la sostanziale unione con Dio. Chi non capisce la necessità della grazia, di vivere l’unione con Dio, chi non capisce questo, non sa nulla del cristianesimo. Il cristianesimo incomincia dal momento in cui l’anima è unita a Dio per grazia. Questa è la sostanza del cristianesimo: essere figli di Dio, cioè in grazia. E questa grazia, di dove viene? Da quello che Gesù dice nel Vangelo: “Ecco, noi andiamo a Gerusalemme e là si adempirà tutto quello che i profeti hanno predetto riguardo al Figlio dell’Uomo”. E cioè, la sua passione e morte e risurrezione per cui ottenne la grazia per noi. E tutta la grazia viene solo da lui, è l’unica fonte. “E sarà consegnato ai gentili, sarà deriso, maltrattato, coperto di sputi, flagellato e condannato a morte, ma il terzo giorno risorgerà”. La grazia ha un’unica fonte, è Gesù Cristo. E come la otteniamo? E perché? Perché Gesù Cristo ha fatto un duplice ordine di meriti: dall’incarnazione, al presepio, a tutta la vita privata, la vita pubblica, la passione e morte, tutto egli ha fatto: meriti per sé, per ricevere grazie, e meriti per noi, la grazia. Cioè egli ha acquistato in noi e a noi la grazia per cui diventiamo figli di Dio. |
Gesù Cristo è l’unica fonte della grazia e della santità, e se noi vogliamo crescere in santità dobbiamo andare alla fonte: Gesù Cristo. Gesù Cristo è la fonte. E la grazia ci vien comunicata, in primo luogo, coi sacramenti; in secondo luogo, per la preghiera; in terzo luogo, per la vita buona, facendo buone opere, cioè vivendo da buoni cristiani e da buoni religiosi. Queste tre maniere ottengono l’aumento delle grazie quotidianamente, momento per momento. Quindi noi abbiamo da credere che Gesù Cristo è l’autore della grazia ed è l’unica fonte della grazia ma, nello stesso tempo, dobbiamo ricordare che questa grazia ci viene comunicata in tante maniere. Oh, fede! E allora questa fede ci deve portar la speranza. Se Gesù Cristo è il Salvatore e ha “meritato” per noi, ecco [avere] fiducia o speranza che ci vengono applicati i meriti di Gesù Cristo, cioè la grazia guadagnata da Gesù Cristo per i suoi meriti, per la sua passione. Fin là crediamo a Gesù Cristo, crediamo la redenzione, ma ciò che importa è poi vivere, cioè la carità. L’unione con Dio, essere figli di Dio, questo è il cristianesimo; ed esser figli di Dio più completi, più perfetti se noi siamo religiosi veramente osservanti e ci distacchiamo da tutto quello che è mondo per attaccarci unicamente a Dio. Non dobbiamo seguire il mondo. Beato Giacomo Alberione |